Gli incidenti stradali con animali sono in costante aumento, a causa soprattutto dello scarso rispetto delle norme del codice della strada.
Non sempre però la responsabilità del sinistro ricade sul conducente, perché gli animali hanno una condotta imprevedibile e possono sorprendere
anche per l’automobilista più accorto causando incidenti stradali inevitabili.
Fra l’altro in questo particolare periodo dell’anno stiamo assistendo a diversi incidenti stradali con coinvolti degli animali selvatici. In se, già il
termine animali selvatici implica che trattasi di una specie animale che vive allo stato libero e non addomesticato.
Può accadere che questa tipologia di animali possano accidentalmente collidere con le vetture condotte dagli utenti della strada, causando danni
non solo alle vetture stesse ma anche e soprattutto alle persone.
In ipotesi come queste, una preoccupazione di non poco conto, a prescindere dai profili di responsabilità, è indubbiamente quella di individuare
l’ente al quale rivolgersi per chiedere il risarcimento e le modalità con cui farlo. 
L’individuazione dell’ente contro il quale proporre la domanda di risarcimento del danno causato dalla fauna  selvatica attiene al problema
della cd. titolarità passiva del rapporto; prima di procedere a tale operazione è necessario tener presente che la materia
in questione è regolata da fonti differenti, essendo stata a più riprese coinvolta nella cd. ripartizione delle competenze
tra Stato, Regione ed Enti locali minori, in primis la Provincia.
 Dopo questo excursus, si può affermare che, generalmente, gli enti preposti alla tutela risarcitoria dei terzi danneggiati da animali selvatici
sono due:
1- Regione;
2- Provincia.
La legittimazione dell’uno piuttosto che dell’altro dipende dalla singola normativa regionale;
nonostante, infatti, a norma dell’art. 16 della legge n. 157/1992 (Legge nazionale sulla caccia), “Le Regioni per la migliore gestione del
patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio
storico-artistico, per la tutela delle produzioni zooagro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche
nelle zone vietate alla caccia (…)” (inoltre, a norma dell’art. 117 della Costituzione, la competenza istituzionale in materia faunistica è prevista in
capo alle singole Regioni), queste, nell’ambito della loro autonomia, hanno la possibilità di delegare alle Provincie l’esercizio della funzione in
materia di gestione faunistica.
Cosa fare dopo l’incidente con un animale?
Per prima cosa, naturalmente è doveroso accertarsi dello stato di salute dell’animale coinvolto, ed eventualmente fare intervenire un organo di
polizia stradale e gli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato e la Polizia Provinciale.
È bene ricordare che il codice della strada all’art. 189 comma 9-bis, prevede che:” L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile
al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto
ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.
Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro 419 a euro 1.682. 
Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti devono porre in
atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. 
Chiunque non ottempera all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da euro 82 a euro 328”. E’ infatti di vitale importanza, ai fini di un’eventuale richiesta di risarcimento, soprattutto se l’animale, ferito
e spaventato, abbia lasciato il luogo dell’incidente, che venga stilato un verbale che provi l’accaduto e che accerti il nesso causale tra l’impatto
con l’animale e i danni subiti dal veicolo.
Si può ottenere il risarcimento danni da incidente con animali selvatici?
Non è attualmente previsto dalla normativa nazionale vigente alcun risarcimento per il danno a persone e/o cose subito da animali selvatici
come cinghiali, caprioli, cervi, daini, mufloni e camosci.
Tuttavia, solo nel caso in cui il tratto stradale sia sprovvisto di segnali stradali che avvertano del pericolo di animali selvatici
vaganti, l’Ente gestore o proprietario della strada è tenuto al risarcimento dei danni per non aver segnalato il pericolo. Esistono poi dei
fondi di solidarietà regionali per le vittime di incidenti stradali con animali selvatici e ungulati.
Anche se le normative cambiano da regione a regione, cerco di riassumere le condizioni e le modalità con cui si può chiedere il risarcimento
dei danni da incidente con animali selvatici o ungulati.
 A titolo di risarcimento possono inoltrare domanda i proprietari di auto e veicoli, coinvolti negli incidenti stradali con fauna selvatica ed in regola
con le vigenti norme sulla circolazione.
Come per tutti gli incidenti stradali, anche nel caso di specie si deve valutare la dinamica del sinistro, accertando le eventuali violazioni
al codice della strada o comportamenti da parte del conducente del veicolo. 
Cosa essenziale, in caso di assenza dell’animale nei pressi del luogo dell’incidente è assolutamente necessario che il nesso causale tra l’impatto
con l’animale e il danno subito dal veicolo sia accertato e verbalizzato dalle autorità competenti intervenute subito dopo il sinistro. 
Il verbale è l’elemento fondamentale della domanda di risarcimento danni, che deve contenere anche i documenti del veicolo e del proprietario; copia della
polizza assicurativa di responsabilità civile; preventivo di spesa per le riparazioni o certificato di rottamazione del veicolo. 
Nell’ipotesi di chiamata in corresponsabilità, sarebbe quindi onere del danneggiato dimostrare, per esempio, che il luogo del sinistro fosse abitualmente frequentato
da animali selvatici con un numero eccessivo di esemplari, tale da costituire un pericolo per gli utenti della strada, ovvero che fosse stato
teatro di precedenti incidenti già noti o segnalati dalleautorità competenti; tali circostanze imporrebbero al gestore di attivarsi, quanto meno
collocando appositi cartelli disegnalazione stradale di pericolo.