Errenteria
 
I centri urbani dei comuni che compongono Oarsoaldea: Renteria, Lezo, Pasajes e Oiartzun, la cui esistenza risale al Medioevo. La posizione della Contea e la sua naturale vocazione marittima hanno plasmato i centri storici delle Pasai Donibane (San Juan) e Pasai San Pedro, dominato da una sola strada all'interno. Lezo, senza dimenticare la sua vocazione marinara, ha impostato la sua zona storica intorno a Santo Cristo.
 
In Errenteria, la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora dell'Assunzione è il riferimento per le strade che compongono la zona storica.                Oiartzun, posta sul Camino de Santiago da visitare la Chiesa parrocchiale, le strade dei pellegrini passano attraverso case blasonate, tutto ci riporta a un momento in cui la calma ed affabilità erano e sono lo stile di vita di un popolo.
  Oiartzun
Così, nei centri storici di Pasajes e Lezo, si respira l'odore e si sente il trambusto del mare, la ricerca dell'avventura e della fortuna.

Casco più popolosa di tutti, scoprire il passato di una città dedita al commercio marittimo con un passato ancora nascosto.
Il centro storico di Errenteria è il più grande della contea di Oarsoaldea.
 La città di Errenteria, che si trova nella valle Oiartzun nel nord-est della provincia di Gipuzkoa, è stata fondata nel 1320 da Alfonso XI. Mentre il documento di base è dato il nome di "Villanueva de Oiarso" presto cominciarono a usare il nome "Renteria derivato dalla sua attività portuali. Il centro storico conserva la sua morfologia stradale chiaramente medievale.
 
Il centro storico della città è costituito da case d’ epoca e l'ampliamento del XV secolo, essendo il centro della strada urbana Madalen, ex Cantone nella sua parte centrale si allarga, come Piazza del Popolo. Le strade kalea Goiko, kalea Eliz, Kale Erdiko kalea Beheko murato il nucleo originario, a causa della crescita della popolazione, è stato ampliato nel XV secolo con il triangolo formato dalle vie Kapitanenea, Andra Mari e Santxoenea, procedendo poi la costruzione della villa.

Mentre ci sono vestigia delle mura, conservate in kalea Goiko l'accesso era controllato attraverso la porta di Navarra. La tipologia della costruzione è ampia, dominata da case di tre e quattro piani, con muri in pietra, sormontati da cornicioni intagliati. Edifici singolari all'interno della città sono: la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora dell'Assunzione, basco stile gotico, e la Casa della Città, costruita nel XVII secolo.
Molti di questi siti hanno avuto figli illustri, Errenteria: Martin de Renteria, il generale Ocean che hanno combattuto contro il Barbarossa, Juan Lopez de Erresuma e Eraso, l'ammiraglio delle Indie, che hanno partecipato alla battaglia di San Quintino, Martin di Zamalbide, generale del Mare del Sud e dal governatore della Marina indiana, José Manuel Lujambio "Txirrita, improvvisatore, e il poeta Luis de Jáuregui" Jautarkol "sono, insieme con il linguista Mitxelena, alcuni degli uomini che Errenteria sente ancora vivi a vagare attraverso la sua area storica
Campeggi:
Campeggio Oliden ( vicino a San Sebastian)  A8 E70 uscita 3 N. 1 km. 470      tel 0034943490728  N 43 18 56  W 1 52 27


Irun


Il comune è composto da 8 nuclei abitati dei quali il più popolato è il capoluogo Irun. Attorniata dai monti di granito della Peña de Aia è una moderna città sulla foce del fiume Bidasoa che segna il confine fra Francia e Spagna. Nel mezzo del fiume c'è l'Isola dei Fagiani in condominio fra le due nazioni. La città dista 18 km da San Sebastián-Donostia capitale della provincia di Guipúzcoa di cui fa parte, 28 km da Bayonne in Francia, 130 km da Bilbao e 150 km da Pamplona. È un nodo ferroviario e stradale, a 7 km dalla città c'è il porto di Pasaia uno dei più importanti di Spagna, e a 3 km l'aeroporto di San Sebastián. La sua economia è basata sul commercio e sui servizi. Fuori dai confini municipali la strada che la unisce a San Sebastián attraversa una zona industrializzata con altoforni e cantieri navali. Nel comune esiste un certo numero di aziende industriali di non grandi dimensioni.L'evoluzione demografica del comune ha registrato una crescita notevole soprattutto nella seconda metà del secolo scorso come si evince da questi dati: nel 1800 il comune contava 1180 abitanti che salirono a 9912 un secolo dopo, a 19.995 nel 1950, a 29.814 nel 1960, a 45.060 nel 1970, a 53.945 nel 1981 e a 56.486 nel 2000. Fra le città basche di Hondarribia (Fuenterrabía), Irun e Hendaye è stato costituito un consorzio transfrontaliero che ha nome Bidasoa Txingudi.  
Storia
La presenza di ritrovamenti preistorici nella zona indica che la presenza umana risale al Neolitico. Punici e Cartaginesi dovrebbero essere stati presenti in periodo storico anche se non si sono trovati resti di questi popoli. Abbondano invece i resti romani che si trovano anche nel centro storico della città che fu certamente un importante porto romano col nome di Oiaso o Eiaso. Il nome attuale lo si fa derivare dal vocabolo basco Hiri che significa città per cui Irun significherebbe "buona città" o anche "grande città".Da documenti scritti risulta che nel 1203 quando da tempo Irun faceva parte del regno di Navarra si legò alla Castiglia in particolare alla città di Fuenterrabía mantenendo però una certa indipendenza, che diventò totale per decreto di Carlos III nel 1766, anno in cui fu dichiarata ufficialmente Villa. A partire dal XII secolo nella città si congiunsero nel cosiddetto camino frances diversi percorsi seguiti dai pellegrini a Santiago di Compostela e la città si attrezzò ad accoglierli; attualmente da tale città parte il Camino del Norte. La sua posizione geografica di terra di confine i tre regni di Navarra, Castiglia e Francia fece sì che più volte fu scenario di conflitti.Gli abitanti della provincia di Guipúzcoa per antico privilegio erano esentati dal prestare servizio militare in località diverse dalla loro residenza ma le città dovevano organizzarsi per avere pronte truppe locali nel caso che le loro terre fossero invase da truppe nemiche. Pur continuando a fare una normale vita civile i cittadini dovevano essere pronti a prestare servizio militare nelle milizie locali e per questo motivo almeno una volta all'anno si doveva effettuare un alarde, cioè una rivista militare in cui venivano controllati gli armamenti, i servizi e la consistenza e l'efficienza degli uomini della città. Questo privilegio ed obbligo insieme finì nel XIX secolo, ma nel 1522 in quella che viene chiamata prima battaglia di San Marcial le milizie cittadine di Irun si scontrarono sul monte di San marcial con truppe franco-navarre sconfiggendole e salvando la città dall'invasione. Nel 1659 si firmò la pace fra Francia e Spagna nell'Isola dei Fagiani sul fiume Bidasoa.Nel 1813 con la battaglia sul monte di San Marcial, che vide le truppe napoleoniche sconfitte, si concluse la cosiddetta guerra d'indipendenza e i Borboni furono poi riportati sul trono. Durante le guerre carliste nel 1863 Irun resistette all'assedio delle truppe di don Carlos. Nel 1864 fu raggiunta dal treno divenendo anche un nodo ferroviario. Nel 1913 le fu concesso il titolo di città. Durante la guerra civile nel 1936 fu incendiata e distrutta dalle truppe repubblicane in ritirata.Ricostruita con moderni edifici o restaurando i principali edifici monumentali dopo la vittoria dei franchisti, si riprese rapidamente e la popolazione iniziò ad aumentare grazie all'immigrazione da altri paesi della Spagna. Con l'entrata della Spagna nella Comunità Europea diminuì per un breve periodo la sua importanza di città di frontiera e doganiera dopo la firma del trattato di Schengen, ma, crescendo poi i traffici e le comunicazioni, la sua economia se ne avvantaggiò.
Monumenti e luoghi d'interesse
Nella città
Museo Romano Oiasso espone il materiale archeologico della città romana di Oiasso, Museo de Mariposas del Mundo con collezioni di variopinte farfalle di tutto il mondo, casa consistorial del XVIII secolo con la Pinacoteca comunale, Columna de San Juan Harria del 1564, le Ermitas di Santa Elena del X secolo ricostruita nel XIV, di San Marcial costruita nel 1522 in ricordo della battaglia, incendiata da un fulmine e rifatta nel 1804, la Iglesia del Juncal fondata nel 1508 e terminata nel 1606. Hospital Sancho Urdanibia del 1644, incendiato durante la guerra civile del 1936-39 e ricostruito dopo la guerra, Palacio de Urdania del 1612, Palacio de Arbelais del XVII secolo. Interessanti sono il Parque Ecologico de Plaiaundi in una zona di lagune di acqua dolce e marina ricco di flora e di fauna stanziale e migratoria e il Parque Ecologico de Peñas de Aya in montagna.
Cose da vedere:
·    Municipio di Irun
·    Eremita di Santa Elena
·    Chiesa del Juncal
·    Palazzo Arbelaiz
·    Isola dei Fagiani
·    Plaiaundi
·    Museo Oiasso di Storia Romana
·    Eremita di San Marcial
·    Palazzo Urdanibia
·    Ospedale Urdanibia
·    Massiccio di Aya
·    Museo delle Farfalle del Mondo
·    Forni Irugurutzeta
I dintorni
·    A 3 km Hendaye città basca francese di confine con l'elegante sobborgo di Hendaye-Plage noto centro balneare e climatico.
·    A 4 km Hondarribia (Fuenterrabía) caratteristica città fortezza medievale.
·    A 29 km Biarritz notissima città balneare, climatica e idrominerale francese
Feste
le più importanti feste di Irun sono le Fiestas de San Pedro y San Marcial considerate de Interès turistico nacional che si svolgono nell'ultima settimana di giugno e si concludono il 30 giugno con l' Aralde de San Marcial che ricorda la battaglia omonima del 30 giugno 1522. Da tutti i quartieri partono gruppi di uomini in uniforme e armati che sfilano seguiti da una cantinera o dama de honor al suono dei tamburi per le vie della città fino a convergere in una piazza, dove arriva poi a cavallo il "generale" accolto da spari e salve d'artiglieria. Le compagnie riunite sfilano al suono della banda di nuovo fino al monte di San Marcial nella cui ermita si celebra la messa, finita la quale le "milizie" fanno una merenda campestre e poi tornano assieme in città sempre sfilando con banda e tamborradafino alla piazza dove il generale ordina il rompete le file e la festa continua non più a carattere militare ma giocoso con la partecipazione anche delle donne.


Hondarribia (Fuenterrabía in castigliano)


È situata proprio sul confine con la Francia, separata dalla vicina Hendaye soltanto dal fiume Bidasoa che divide le due nazioni.Conserva resti di mura (XV secolo) con alcuni poderosi bastioni della seconda metà del XVI secolo fatti erigere da Vespasiano Gonzaga, il celebre condottiero italiano al servizio di Filippo II di Spagna. Di notevole interesse la chiesa gotica di Santa Maria e il Castello, oggi trasformato in albergo.
 Hondarribia era conosciuta storicamente come Fuenterrabía, nome che ha tuttora in castigliano. Il toponimo Hondarribia significa in basco guado arenoso, controversa è la derivazione del nome spagnolo Fuenterrabia perché se è chiara la prima parte Fuente (fonte) non lo è altrettanto l'altra parte e non vi è accordo fra gli studiosi
L'antico sigillo comunale sintetizza le sue caratteristiche storiche: ha infatti un castello fortificato che indica la sua funzione di città di frontiera e, sul retro, il mare con una imbarcazione impegnata nella caccia a una balena a indicare l'attività peschereccia di parte della sua popolazione che si dedicava appunto a questa caccia. La balena delle acque della baia, che ha il nome scientifico di Balaena Viscayensis, era cacciata in autunno nel suo passaggio migratorio per le acque del golfo usando una barca appositamente attrezzata equipaggiata con quattro uomini uno dei quali provvedeva ad arpionare il cetaceo. Della balena si usavano grasso e carne, in particolare la lingua costituiva un cibo prelibato e pregiato.
Geografia
Il villaggio si trova nell'estremità orientale della Costa basca ai piedi del monte Jaizkibel sul mar Cantabrico, precisamente nella baia di Txingudi formata dalla foce del fiume Bidasoa. È quasi unita alla limitrofa Irun, dove è situata la stazione ferroviaria, nel suo territorio comunale è l'aeroporto di 'San Sebastian, città capoluogo della provincia di Guipuzkoa da cui dista 16 km. Il monte Jaitzkibel è formato da rocce rossastre di tonalità di colore diverso profondamente incise nel versante sul mare dalla erosione delle onde. Queste rocce sono state utilizzate per la costruzione degli antichi edifici della città che risultano quindi di colore rossastro.
Economia
L'economia della zona si basa oggi soprattutto sul turismo e i servizi e, limitatamente, sull'industria, sull'allevamento del bestiame e sulla pesca. Questa attività di pesca, caratteristica della città nel passato, è attualmente quasi abbandonata e sempre meno sono gli uomini che vi si dedicano nonostante la popolazione sia notevolmente cresciuta nell'ultimo cinquantennio. Con le città basche di Irun e di Hendaye in Francia fa parte di un consorzio transfrontaliero col nome di Bidasoa Txingudi dai nomi del fiume e della baia.
Storia
Ritrovamenti archeologici fanno risalire al Neolitico la presenza dell'uomo nella zona e i primi abitanti furono vasconi che si dedicavano alla pesca e all'allevamento del bestiame. La dominazione romana si colloca fra il II e il IV secolo d.C. e fu un periodo florido per gli abitanto come si rileva dalla ricchezza dei reperti archeologici della città di Oiaso in Irun ed Hondarribia. Ai Romani seguirono i Visigoti e, secondo alcuni, Hondarribia fu fondata nel VII secolo dall'ultimo re visigoto Wamba. Questa affermazione non è suffragata da alcun documento e si basa sul fatto che ad un torrione delle antiche mura fu dato il nome di torre di Wamba. Secondo una tradizione popolare, non suffragata anch'essa da alcuna testimonianza, il fondatore sarebbe stato un altro re visigoto, il famoso Recaredo che nel 589 abiurò all'arianesimo con una pubblica conversione al cattolicesimo, seguito poi dai sudditi.
 Le fortificazioni di Hondarribia
Della fortificazione del nucleo abitato si interessarono successivamente il re Sancho II Abarca, il re Sancho VI El Sabio e il re Sancho VII El Fuerte. Nel 1203 Alfonso VIII di Castiglia la riconobbe ufficialmente come Villa emanando il decreto che va sotto il nome di Carta Puebla. Con questa Carta, indirizzata al Consejo de Fuenterrabia a conferma che già esisteva una struttura amministrativa della città, il re concesse il cosiddetto Fuero che delimitava i confini del territorio comunale, i poteri e i diritti mercantili, amministrativi e giudiziari. Dal punto di vista mercantile venivano fissati i diritti portuali e i dazi sull'importazione di merci sia per terra che per mare con l'esclusione degli alimenti considerati basici: pane, vino e carne. Per favorire il commercio locale da tutte queste imposte furono esentati i cittadini, che quindi potevano importare qualsiasi mercanzia ed utilizzare il porto senz'alcun gravame tributario. Dal punto di vista giudiziario si trattò di un vero e proprio codice penale in cui si elencavano i delitti perseguibili e le pene relative. Il detentore del potere giudiziale era individuato nell' alcalde, che veniva eletto dal popolo all'inizio di ogni anno; inoltre nella Carta c'era anche l'indicazione delle modalità e dei requisiti per ottenere la cittadinanza, il cui possesso portava a diversi privilegi tributari come si è già detto. Nel Medio Evo i primi pellegrinaggi a Santiago de Compostela seguivano la strada costiera e quindi passavano anche per Irun e Hondarribia. Per la sua posizione geografica al limite di tre regni: Castiglia, Francia e Navarra, Hondarribia fu soggetta spesso ad attacchi che si seguirono nell'ordine: nel 1280 truppe del re francese Filippo III dei Capetingi in guerra con il re di Castiglia Alfonso X, el Sabio cercarono senza riuscirci di prendere la fortezza e la città, nel 1471 il re di Francia Luigi XI, che appoggiava la rivendicazione al trono di Castiglia di Giovanna la Beltraneja moglie del re del Portogallo Alfonso V, mise sotto assedio la città che però non si arrese. Nel 1521 Enrico II di Navarra, che voleva riottenere il suo trono di cui si era impossessato il re Ferdinando il Cattolico, con l'aiuto dei Francesi dopo un assedio durato 12 giorni riuscì ad entrare in città e ad occupare il castello. La città fu allora di nuovo sotto assedio dei Castigliani e si arrese dopo aver ottenuto patteggiando l'amnistia da parte del re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V nel 1523.
In quel secolo, quando alla potenza raggiunta dalle nuove artiglierie le vecchie mura non furono più in grado di offrire una resistenza efficace, i decisero di costruire una più forte cinta muraria e di rafforzare quella esistente. Vespasiano Gonzaga, come già detto, fece rinforzare le mura soprattutto per la parte rivolta verso la Francia. Intanto la città prosperava sia per l'attività peschereccia che per quella portuale, essendo divenuta un importante porto commerciale, chiamato Asturiaga, utilizzato per l'esportazione di grano, vino e metalli dalla Castiglia e dalla Navarra verso le Fiandre e gli altri porti europei. Durante la guerra dei trent'anni nel 1638 Hondarribia subì un altro assedio e ne usci vittoriosa. Questa vittoria ancora oggi è ricordata con una festa e cerimonia detta l' Aralde. Nel 1660 nella chiesa di Santa Maria si celebrarono le nozze del re di Francia Luigi XIV detto il Re Sole con l'infanta di Spagna Maria Teresa. Durante la guerra di successione spagnola la fortezza subì ancora un assedio. Nel 1794 la città fu occupata dai Francesi che vi rimasero per quasi un anno e la loro permanenza apportò diversi danni alla città. I Francesi nel 1795 distrussero parte delle mura e predisposero anche le cariche esplosive per farle saltare tutte, quando, fortunatamente, intervenne la pace di Basilea a porre fine alle operazioni militari e questa parte di mura fu salva. nel 1836 durante le guerre calistela fortezza fu attaccata da una spedizione di truppe inglesi. L'industrializzazione della zona circostante nel secolo scorso e la nascita del turismo di massa contribuirono all'aumento della popolazione per l'apporto di emigranti da altri paesi di Spagna addetti ai servizi o in aziende in paesi vicini, o alla dogana, come confermano questi dati statistici: nel 1900 il numero degli abitanti fu di 4.345, che salì a 7.363 nel 1950 e giunse a 15.955 nel 2005. (In estate la popolazione residente aumenta notevolmente grazie all'esistenza di numerose seconde case per le vacanze estive). Con l'adesione della Spagna alla Comunità Europea e, in particolare con l'accordo di Schengen che liberalizzava la circolazione delle merci e degli uomini all'interno della Comunità, Hondarribia perse le sue caratteristiche di città di frontiera ma, contemporaneamente, vide crescere i suoi traffici commerciali e il suo turismo estero, in particolare quello francese.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il primo monumento che si incontra giugendo ad Hondarribia è ciò che rimane del recinto murario completato alla fine del XVIII secolo: queste imponenti mura cingevano completamente la città, ma non resistettero ad un'avanzata francese del 1795, che le distrussero in parte per farsi breccia nell'abitato.
 Il Castello di San Telmo
Vari sono i castelli dell'abitato: il principale è il Castello di Carlo V (Castillo de Carlos V), la cui fondazione e costruzione originaria può essere data intorno al VII secolo, anche se Carlo V ne fece costruire l'imponente facciata soltanto nel XVI secolo. Più travagliata fu l'esistenza del Castillo de San Telmo, detto anche de los Piratas, quasi nascosto nei pressi del porto, che fu costruito nel 1598 a difesa degli attacchi dei corsari. Adibito a polveriera nel secolo XVIII fu poi convertito in residenza privata.
  La suggestiva Plaça de Armas con le tipiche case di pescatori colorate e adornate di fiori
Il Barrio de la Marina, una delle principali attrazioni di Hondarribia, è l'antico quartiere dei pescatori le cui case con grandi balconi di pietra dipinti di rosso, o verde, o azzurro, con molti fiori, sono oggi convertite in ristoranti, caffè, negozi di vario tipo, sicché il quartiere è molto frequentato. Molto simili sono anche le case in Plaça de Armas, anch'essa molto suggestiva.
Il Museo Parroquial mostra arte sacra dal XII al XIX secolo. Lungo la costa, è presente il Puerto pesquero, la cui funzione, data la scarsità di barche da pesca e pescatori operanti, è cambiata praticamente in porto per il rifugio d'imbarcazioni da diporto, e la Playa, protetta e tranquilla, utilizzata dal turismo balneare. Accanto alla spiaggia c'è anche il Porto sportivo con il Club Nautico.
  Il Santuario di Guadalupe
Di discreto interesse è il Mirador de Jaizkibel, ovvero alcune torri di pietra locale disposte lungo la cresta del monte costruite durante le guerre caliste che offrono panorami splendidi della città e della baia, come indica il nome. Similmente il Fuerte de Guadalupe, costruito alla fine del XIX secolo, venne usato come presidio nella guerra civile del 1936-39 e come quartier generale fino alla fine degli anni '80.
A livello di singoli edifici, vanno annoverate la Casa del Etxebezte, una casa torre del XVII secolo, il Palacio de Zuloga che risale al XVIII secolo, il Palacio Eguiluz che risale al XVII secolo ed è chiamato Casa de Juana la Loca perché una tradizione popolare vuole che abbia ospitato Giovanna la Pazza e Filippo il Bello, e la Casa Muratenea, costruita nel XVI secolo.Gli edifici religiosi importanti sono la chiesa di Nostra Signora del Manzano, del Cinquecento con la torre del 1766, ed il Santuario de Guadalupe, sito nelle vicinanze, è del XVI secolo ed è stato distrutto e ricostruito più volte; l'attuale è la ricostruzione del XIX secolo. La chiesa gotica di Santa Maria fu rimaneggiata in forme barocche nel XVII secolo.

I dintorni di Hondarribia sono ricchi di punti d'interesse
·    A 4 km è situato Cabo Higuer, un punto panoramico sulla Costa basca.
·    A 4,5 km Irun, importante cittadina di confine.
·    A 5 km Santuario N.tra S.ra de Guadalupe dal quale si può salire sulla vetta del monte Jaizkibel a 900 metri di altitudine da cui si gode un amplissimo panorama.
·    A 5 km Ponte sul Bidasoa frontiera franco-spagnola, e in mezzo al fiume, l' Isla de los Faisanes, isola in comproprietà di Francia e Spagna.
·    A 6,5 km la cittadina francese di Hendaye, quasi sempre visibile aldilà del fiume, con la sua Hendaye-Plage elegante centro climatico e balneare.
Feste
  El Alarde
El Alarde (la rivista militare) si svolge l'8 settembre di ogni anno in onore della Madonna di Guadalupe per un voto fatto in occasione dell'assedio alla città nel 1638. La battaglia vittoriosa per liberare la città fu opera dei cittadini che costituivano una milizia locale pronta ad abbandonare le proprie normali occupazioni per correre in difesa della città. Per mantenerla efficiente ogni anno si svolgeva una rivista delle armi e dei militi ed è appunto questo che si rappresenta al mattino della festa. Dai vari quartieri partono cortei di uomini vestiti con uniformi militari, armati e formanti una Compagnia, percorrono le vie cittadine e si riuniscono in una piazza, poi salgono al Santuario tutti assieme, assistono alla messa, e, in colonna con tamburi e banda musicale, ritornano nella piazza dove vengono sparate salve e finisce la cerimonia di tipo militare che lascia il seguito al pranzo campestre comune e alla festa giocosa cui partecipa tutta la popolazione.
Un'uguale cerimonia si effettua nella vicina Irun a ricordo di un'altra battaglia sostenuta dagli irunesi. In comune con Irun c'è anche la protesta di un gruppo di donne delle due città che nel 1997 rivendicarono il diritto di partecipare anch'esse all'Aralde non solo col ruolo limitato a poche di esse e poco esaltante di cantineras delle varie compagnie esclusivamente maschili secondo la tradizione. Vi furono discussioni, proteste e alla fine anche interventi della politica con il movimento nazionalista basco Harri Batasuna (oggi riconosciuto legalmente come partito Batasuna) che si dichiarò contrario. La questione poi cadde perché la maggioranza delle donne si dichiarò non interessata alla partecipazione.
Altre feste sono quelle parrocchiali. Caratteristica è la processione del Venerdì Santo detta Procesion del Silencio che percorre le vie del centro storico nell'assoluto silenzio sia dei partecipanti che portano i pasos, pesanti gruppi statuari rappresentanti episodi della Passione, sia degli astanti. Altra festa caratteristica è quella del 25 luglio detta Fiesta de la Kutxa. La Kutxa è la cassa in cui si conservavano in antico i documenti della corporazione dei pescatori e viene portata da un giovane che precede il corteo che muove dal Barrio de la Marina alla chiesa parrocchiale. Altre feste sono quelle della Asuncion il 15 agosto e di San Francisco de Asis il 4 ottobre.
Campeggi:
Camping Jaizkibel Carretera Guadalupe km. 22 Hondarribia
tel 0034 943614679   N 43 21 59  W 1 48 15
Camping Faro de Higuer P. del Faro 58  Hondarribia

San Sebastián  

San Sebastián (in basco: Donostia; in italiano San Sebastiano), è una città (181.700 abitanti) della Spagna nord-orientale, capoluogo della provincia di Guipúzcoa, nella comunità autonoma dei Paesi Baschi.
Sorge sul mar Cantabrico, alla foce del fiume Urumea, a circa 20 km dal confine con la Francia. Il pittoresco lungomare di San Sebastián, con le spiagge di Ondarreta, Zurriola e La Concha, la rendono una popolare località turistica. È sede vescovile.
In lingua italiana la città è conosciuta col corrispettivo castigliano San Sebastián che però è solo una parte del nome. Altrettanto frequente è la versione in lingua basca, Donostia, tanto che il toponimo formale ed ufficiale della città è Donostia-San Sebastian, ovvero con tutte e due le versioni e quella basca in precedenza.
Il significato va ricercato nel termine originario e più antico, Donostia, probabilmente una contrazione di Done Sebastian (done in basco significa santo), traducibile pertanto in lingua italiana come "San Sebastiano". La versione castigliana risulta essere la semplice traduzione.
Lo stemma di Donostia-San Sebastián è uno scudo d'azzurro alla nave d'oro equipaggiata e banderuolata d'argento, fluttuante sopra un mare fluottuoso caricato dalle iniziali in castigliano della città (S S). Lo scudo è contenuto in una bordura d'argento recante l'iscrizione in lettere maiuscole Ganadas por fidelidad nobleza y lealtad, che significa dallo spagnolo "Nobiltà e lealtà ottenute grazie alla sua fedeltà". Lo scudo è sormontato da una corona.
La bandiera della città è completamente bianca con un rettangolo blu nel cantone: da notare la somiglianza con quella di un'altra città basca, Bilbao, che ha però il rettangolo rosso e sviluppato in altezza invece che in lunghezza.
Le prime notizie scritte riguardanti San Sebastián risalgono al 1014, dove si parla del Monastero di San Sebastián. Nel 1174 il Re di Navarra Sancho il Saggio, concede a Donostia lo status di fuero. Questa mossa, probabilmente dettata dalla volontà del re di garantirsi uno sbocco al mare per il suo Regno, si può considerare come la data ufficiale di fondazione della città. La città si sviluppò grazie alla pesca e ai commerci marittimi e alla sua posizione (vicina alla Francia e sul Cammino di Santiago di Compostela). La sua posizione però la rese anche un punto strategico, ragion per cui venne fortificata nel XII secolo. Nei secoli successivi la città resistette a diversi assedi, ma nel 1719 cade in mano francese per tre anni. Nel 1794 la città ricadde in mano francese. Verrà liberata nel 1813 dalle forze anglo-portoghesi, ma l'assedio provocherà un incendio che porterà alla distruzione quasi completa della città.
Dopo la ricostruzione San Sebastián verrà scelta come località di villeggiatura estiva dalla regina Isabella II di Spagna, che per motivi di salute era stata consigliata dai suoi medici a prendere dei bagni di mare. La presenza della regina attirerà anche i membri della corte e dell'aristocrazia, decretando il futuro sviluppo di San Sebastián come città turistica.
Monumenti e luoghi di interesse
Catedral del Buen Pastor del 1897.
Iglesia de San Vicente del XVI secolo.
Iglesia de San Sebastian el antiquo del XIX secolo.
Iglesia de San Ignacio del 1897.
Castillo de la Mota sul Monte Urgull, si tratta di resti di un castello, in origine fortificazione dell' XI secolo, ampliata e modificata nei secoli XVII e XVIII.
Plaza de Gipuzkoa con il Palacio de la Deputacion del 1885 è stata costruita negli anni dal 1867 al 1882 ed ha un romantico giardino con uno stagno, un ponte e un tempietto.
Ayuntamiento, l'edificio del 1887, oggi sede municipale, fu in origine un Casino di gioco, ma la proibizione del gioco nel 1924 ne causò l'abbandono e nel 1947 il trasferimento dei locali municipali dopo opportuni mutamenti edilizi.
Centro storico pittoresco complesso di strette vie rettilinee con caffè tipici e piazzette. la strada principale è la calle Mayor con il Teatro principal del 1847 e la chiesa di Santa Maria gotica ma con facciata churrigueresca del 1764.
Plaza de la Constitucion la più interessante piazza della città costruita nel 1827 e contornata da case con portici e lunghe balconate, numerate perché servivano per assistere alle feste e alle corride che si svolgevano nella piazza.
Avenida de Espaňa è la strada principale della città nuova che attraversa la piazza di Guipuzkoa e termina con il ponte monumentale di Santa Catalina, nelle cui vicinanze sorgono il Teatro Victoria e il Monumento all'ammiraglio Oquendo.
Museo Municipal de San Telmo sistemato nell'antico convento domenicano del 1534-1551 di stile rinascimentale italiano. Nei diversi piani ha collezioni archeologiche e lapidarie, etnologiche basche e geologiche, oltre a opere di illustri pittori spagnoli e italiani. Conserva i Sepolcri di Alonso de Idiàquez e di Garcia de Olazàbal, opere del 1577 di Taddeo Carlone.
Museo historico militar sul monte Urgull all'interno del castillo de la Mota.
Aquarium e Museo naval del Palacio del Mar del 1928.Paseo de la Concha viale alto sulla spiaggia della Concha al cui limite occidentale è il Palacio Miramar costruito nel 1893 per la reggente Maria Cristina.
Monte Igueldo come il monte Urgull è l'altro dei due promontori che delimitano la Bahia de Concha. Sulla sua sommità raggiungibile con una funicolare ci sono locali di ritrovo, parco di divertimenti e un osservatorio.
Parque Alderdi-Eder è una spianata all'estremità orientale della baia con giardini e con l'edificio dell' Ajuntamiento.
Isla de santa Clara è la rocciosa isola col faro al centro della baia fra i due promontori Urqull e Igueldo.

Pintxos Piccole prelibatezze culinarie che si possono trovare in qualsiasi taverna, da accompagnare con una sidra fresca, un vino o una qualsiasi bevanda. È una "cucina in miniatura". Ir de Pintxos: andare di bar in bar a bere e mangiare queste squisitezze. I Pintxos sono assimilabili, come concetto di finger food, alle tapas spagnole, ma differiscono da queste per l'elaborazione, la complessità realizzativa e l'utilizzo di una gran varietà di materie prime. Un Pintxo può essere un crostino, una crocchetta, un involtino, una tortilla, uno spiedino, una tartelletta, un bicchiere. La tradizione vuole che il Pintxo originario sia stata la Gilda, un piccolo spiedino di acciughe, olive e peperoncini sottaceto, spesso presente sui traboccanti banconi dei bar di Donostia. Oggi il concetto di Pintxo si è esteso fino ad includere vere e proprie creazioni artistico-gastronomiche, che concorrono in competizioni locali. Sempre però con un occhio alla tradizione ed agli ingredienti legati al territorio: baccalà, crostacei, foie-gras, prosciutto, formaggio, acciughe, maiale, funghi.

Dintorni
A 5 km. Pasajes San Juan (Pasaia Donibane). Entrata al porto
A 7 km a nord-est il Monte Ulía con belle viste sulla costa e pinete.
A 16 km a nord-est per la strada panoramica costiera, Hondarribia.
A 46 km a sud-ovest Zestoa (in castigliano Cestona) stazione termale.
A 52 km Azpeitia centro con antiche case e chiese.
A 54 km il Santuario de San Ignacio de Loyola nel luogo che fu di proprietà della famiglia de Loyola e della santa regina Anna Maria d'Austria con un complesso degli edifici la cui pianta riproduce un'aquila in volo.

San Sebastian è una splendida città in stile Belle Epoque dei paesi baschi spagnoli e si trova a circa 30 chilometri da Biarritz, molto vicino quindi al confine con la Francia, di cui ha subito e subisce l'indubbia influenza facendone un luogo di assoluto interesse. San Sebastian ha una popolazione di circa 175,000 abitanti ed è il capoluogo della provincia di Guipúzcoa. La città è situata tra il Rio Urumea e la baia della Concha. La fama internazionale di San Sebastian come stazione balneare cominciò nel XIX secolo, quando la regina reggente Maria Cristina di Spagna la scelse come residenza estiva. Da allora la città si è trasformata con i suoi boulevard, i ristoranti, i caffè di indubbia eleganza. Si tratta di un luogo assolutamente sottovalutato dal grande turismo, ma quando ci si arriva, non si vorrebbe più lasciarla, non a caso è chiamata la "Perla dell'Oceano".
La baia della Concha (conchiglia) è chiusa ad est ed ovest da due monti (Igueldo e Urgull) e nel mezzo presenta un'isoletta (Santa Clara). La spiaggia principale della città (Playa de la Concha) è molto grande ma all'arrivo delle maree (i cui orari sono segnati sui giornali locali e da campanelle apposite) diventa molto piccola fino a limitarsi ad una sottile striscia lungo lo splendido lungomare: ed è curioso vedere come la gente si sposti rapidamente al suonar della campana.
Un tempo San Sebastian era come Biarritz, frequentata dall'aristocrazia spagnola e ora, sebbene sia divenuta più popolare, è considerata comunque la località balneare spagnola più elegante e alla moda, con grandiosi alberghi di lusso come il Maria Cristina e negozi di alto livello. L'estate è ricchissima di divertimenti ed eventi culturali: a luglio si tiena ogni anno il festival jazz, nella settimana di ferragosto (semana grande) la città esplode con feste per strada e nei numerosissimi locali sempre aperti soprattutto nella parte vecchia e del boulevard, bande, concerti, concorsi di fuochi artificiali e chi più ne ha più ne metta; a fine agosto c'è il festival della musica classica e a settembre il celebre festival cinematografico. Per chi volesse scommettere non manca il casinò o le popolari sale del Bingo, tombola collettiva.
Per gli amanti dello sport c'è il velodromo dell'Anoeta (di recente si sono svolti a San Sebastian i mondiali di ciclismo), l'ippodromo della Zarzuela e soprattutto i Fronton, stadi di pelota, sport notoriamente d'origine basca e autentico baluardo di questa cultura. La pelota è uno sport molto divertente, veloce che consiste nel lanciare contro un muro una pallina con una caratteristico "guanto" di legno a velocità stratosferiche cercando di non far prendere la pallina al giocatore avversario. La partecipazione popolare è molto intensa, i giocatori spesso delle celebrità. Se vi recate nel Fronton de la Galarreta (sulla strada per Hernani) potrete assistere ad uno spettacolo nello spettacolo: alle palline velocissime del match, si aggiungono quelle da tennis (vuote) dei bookmakers che vi infilano i foglietti delle scommesse o il denaro per lanciarle agli scommettitori assiepati sulle tribune: con precisione incredibile raggiungono gli spettatori più lontani, che devono essere pronti a riceverle: davvero uno spettacolo curioso.
Sulle cose da vedere o da fare, oltre ovviamente al bagno nel freddino ma pulito oceano sulla magnifica spiaggia de la Concha, è consigliato fare quattro passi nella Parte Veja della città (citta vecchia), priva di edifici particolarmente interessanti dal punto di vista artistico (la città è stata tra l'altro completamente incendiata nel 1813), ma molto caratteristica per il suo dedalo di viuzze ricchi di tapas bar molto animati nella notte e bancarelle di pesce a buon prezzo. Da non perdere assolutamente il panorama dal castello sul monte Urgull, che chiude la baia e dal più "lontano" monte Igueldo, dove si trova anche l'omonimo campeggio.
Il tempo non è dei migliori, si può essere fortunati ad indovinare un bel sole caldo ma anche incappare in giornate piovose e ventose (a dire il vero il vento non manca mai). E' opportuno ricordare che siamo nei paesi baschi, terra molto fiera della sua storia e delle sua autonomia: non stupitevi se trovate ovunque scritte antispagnole, inneggianti alla liberta della terra basca, bandiere basche invece di quelle spagnole; non cercate neanche di capire la lingua basca, davvero del tutto incomprensibile.
Anche se la spiaggia è spesso presente, questo non leva quasi nulla al fascino di questa città. Anzi uno si immagina lunghe passeggiate con l'impermeabile inframmezzate da qualche tè caldo in uno delle decine di caffè fermandosi a contemplare un ritmo di vita sensibile e appassionato.
San Sebastian vanta un curioso primato, è infatti in proporzione ai suoi 175,000 abitanti la città che ha più ristoranti con stelle della famosa guida Michelin. La buona cucina da queste parti vanta antiche tradizioni, ma è dal XIX secolo, con la venuta dei aristocratici, re e regine, che chef di caratura mondiale vengono qui a fare e sviluppare la loro arte culinaria.
L'influenza francese, così visibile negli stile architettonici, ha influenzato anche la cucina spagnola, che oggi sorprende come sorprendeva la "nouvelle cuisine" negli anni 70. Tra gli artefici della rivoluzione culinaria, Juan Maria Arzak, considerato il padre della nuova cucina spagnola insieme a Pedro Subijana che ha un suo ristorante vicino al monte Igueldo a strabionbo sul mare.Subjana dice con orgoglio che la cucina basca e spagnola attraversano un momento esaltante. Con una caratteristica, mantenere la tradizione evolvendola e non dimenticare mai l'umilt?nel fare le cose.
Al contrario che in altri posti, nei Paesi Baschi esiste un gran rispetto per la cucina popolare. Nei mercati di San Sebastian si osserva l'alta qualit?dei prodotti in vendita, in particolar modo la carne, le verdure e il pesce che viene da mari vicini. Il paradigma del gusto per la cucina popolare si trova nei bar della città dove si possono assaggiare o "pintxos", che sono delle tapas o una cucina in miniatora. Juan Maria Arzak, nel ristorante che porta il suo nome ha alleggerito i pesanti piatti della cucina basca sulle tracce dei "pintxos".  Arzak e sua figlia hanno creato un laboratorio da dove escono 50 nuove ricette ogni anno e in cui esiste una banca dati dei sapori, con più di 1500 spezie da tutto il mondo.
Un'altro celebre ristoratore è Hilario Arbelaitz, proprietario del ristorante Zuberoa a Oiartzun, nei pressi di San Sebastian, con 2 stelle Michelin. Il suo è un credo di cucina regionale rinnavata e non globale, che gira nei bar a vedere l'innovazioni dei "pintxos" sui banconi. Oppure la giovane stelle della ristorazione Martin Berasategui, 3 stelle Michelin che nel suo ristorante a Lasarte, vicino a San Sebastian, fa scuola a tantissimi cuochi provenienti da tutto il mondo. Una cucina senza più segreti per poter migliorare, una cucina come arte.
Insomma mangiare a San Sebastian può diventare un viaggio nel viaggio, con soluzioni per tutte le tasche e per tutte le sensibilità.

Sosta camper:
area attrezzata a pagamento fuori del camping Igueldo, senza servizi e non illuminata.
area attrezzata a pagamento, circa 50 posti, in fondo alla spiaggia della Concha nella zona dell’ Università, segnalata.
parcheggio nella parte alta al monte igueldo, o nei numerosi parcheggi lungo le spiagge ed i porti di pesca.
parcheggi alberati, tranquilli tra le facoltà della zona universitaria, dall’uscita dell’autostrada si percorre Avenida de Tolosa, alla circolatoria di Plaza Europa si trova la Ciutad Universitaria.

Campeggi:
Campeggio Igueldo P. Padre Orkolaga, 69 San Sebastian
tel 0034943214502  N 43 18 18  W 2 2 44

Orio

Campeggio Orio playa de Orio
tel 0034943834801   N 43 17 12  W 2 7 34

Zarautz

Camping Zarautz Monte Talai Mendi Zarautz
tel 0034943831238   N 43 17 22  W 2 8 45
Camping Talai Mendi Ap.do De Correos 133 Zarautz