MOJACAR
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Mojacar è una località della provincia di Almeria in Andalusia. Ha circa 6500 abitanti ed è situata ad una altitudine di 150 metri a circa 90 km dal capoluogo di provincia.  
Una legenda molto diffusa racconta che Walt Disney nacque qui in questa cittadina nel 1905 e che il suo vero nome fosse Jose Guirao Zamora. La legenda nasce dal fatto che nel 1940 Disney mandò dei suoi uomini a Mojacar. Le biografie comunque registrano la nascita di Disney nel 1901 a Chicago.
Ogni anno nella cittadina ha luogo una celebrazione dei Mori e dei Cristiani.
La cittadina si trova sulla costa Mediterranea, lungo la costa di Almeria, dove ogni estate arrivano migliaia di turisti dal nord Europa alla ricerca di belle temperature che permettano di dimenticare i cieli grigi del lungo inverno del nord. Infatti la località gode di più di 3000 ore di sole in un anno e la temperatura media annuale è di circa 20 gradi. L’inverno quasi non esiste. L’inverno di Mojacar potrebbe essere definito un lungo autunno o primavera.  
Simbolo della città è l’Indalo che è una scultura di un omino che ha un semicerchio intorno alle sue braccia aperte.
L’Indalo è un feticcio preistorico che venne trovato in una località vicino a Mojacar. Ora questo feticcio è diventato un simbolo molto comune nella cittadina e lo si può vedere nelle facciate di molte case ed ha la funzione di proteggere gli abitanti da cattivi spiriti e da tutto ciò che è maligno. Oggi esso rappresenta un segno di riconoscimento del sud della Spagna e quasi ogni trasportatore lo ha nel proprio Camion.

Le feste di questa zona della Spagna scandiscono i diversi periodi della vita della gente. La festa dei Mori e dei Cristiani si tiene il primo fine settimana di giugno. Sant’Agostino invece è il patrono della cittadina e viene festeggiato il 28 di agosto. Ci sono poi i fuochi di San Giovanni che si celebrano con i falò il 24 giugno e la Romeria de San Isidro il 15 maggio.
Nella località vi è anche una cucina molto tradizionale che ha una origine Araba e che ora è abbastanza famosa nella Spagna contemporanea e tra i turisti. I suoi piatti più importanti sono: Gurullos, Pelotas, Gachas, Migas, Ajo e pesce fritto.

CARBONERAS
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ALMERIA
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Almeria è una città della Spagna meridionale di circa 150 mila abitanti facente parte della regione dell'Andalusia. Almeria si sta aprendo al turismo che apprezza le sue bellissime spiagge vicine e che la sta scoprendo al pari di altre famose città andaluse come Siviglia, Cordova, Granada e Malaga. Ha un attivo porto sul Mediterraneo, importante per il commercio di ferro, piombo, rame. Questa vivace città risale all'epoca preistorica. Nei secoli quest'area è stata abitata da diverse popolazioni, dai fenici ai cartaginesi ai romani. Il suo maggiore sviluppo si ebbe però con la dominazione mussulmana. La città si sviluppò quindi fino a diventare un'importante base navale e porto del Califfo di Cordoba sotto il regno di Abderramán III, che costruì imponenti fortezze a ridosso della città e della baia.
Con la caduta del califfato, la città si dedicò alla produzione di tessuti tra cui la seta, il velluto, il damasco e il broccato, diventando presto una delle maggiori potenze economiche del Mediterraneo. Al tempo, Almeria, ospitava più di 10.000 laboratori tessili e godette di grande prosperità. Tuttavia la conquista e la successiva distruzione della città da parte di Alfonso VII, che voleva abbatterne il potere economico, pose fine a questo periodo d'oro. La città rifiorì ancora sotto i Musulmani e tornò ad essere dominata dai Cristiani solo nel 1489. Almeria continuò ad espandersi e a crescere economicamente, nonostante frequenti incursioni da parte dei pirati berberi nel XVI secolo. Nel XIX secolo la città divenne la capitale della omonima provincia di Almeria, dopo che la Spagna fu suddivisa in province. La città oggi si presente prospera insieme all'intera provincia, grazie ad un'economia basata sul turismo e sulle coltivazioni in serra.
Dal castello si gode di una fantastica vista sulla città e sulle sue principali attrazioni. L'enorme fortezza di Alcazaba (nella foro in alto) è costituita da tre mura perimetrali che un tempo contenevano tutto ciò di cui gli abitanti avrebbero avuto bisogno in caso di assedio. Uno dei recinti racchiude i resti di una cappella che fu originariamente costruita per essere una Moschea, ma che fu in seguito convertita in una cappella Cristiana dai re Cattolici.
Grazie alla sua struttura fortificata, la sua costruzione di stampo gotico e la sua facciata rinascimentale, la Cattedrale è un vero e proprio simbolo della città. Costruita nel XVI secolo, questo edificio ebbe due funzioni. Oltre a quella ovviamente religiosa, fu anche usato come struttura difensiva, con torrioni dotati di cannoni allo scopo di difendere l'edificio e la città dalle incursioni di Barbarossa e di altri pirati.
La Costa de Almeria è ancora oggi immune al turismo di massa. A ovest di Almeria, la costa è fatta prevalentemente di alte scogliere che più in là si trasformano in spiagge piane, luogo ideale dove trascorrere una giornata di sole. A est della città, splendide spiagge si estendono per 20 km, costeggiando il Parco Nazionale Cabo de Gata-Nijar.
Nelle vicinanze è situato San Miguel de Cabo de Gata, un luogo di interessanti siti archeologici Romani e Arabi.


CASTEL DE FERRO
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CALAHONDA
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MOTRIL
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Motril è la seconda città più grande della provincia di Granada;  è il porto di mare più vicino a Granada e a Jaen, e anche centro di comunicazione del litorale con l’entroterra.  

La principale attrazione turistica di Motril è la combinazione del suo patrimonio e con le sue eccellenti spiagge. Questa località, grazie alla sua posizione geografica, ha un microclima tropicale in pieno mar Mediterraneo. Motril si trova sul versante meridionale di una serie di catene montuose penibetiche:  -quelle di Almijara, Lújar e Sierra Nevada – che la proteggono dai venti freddi del nord. Quando arriva l'estate, caldo, marinaio e allegro, arriva anche il chiasso. Migliaia di persone vanno a mare nelle sue numerose spiagge. Si trovano spiagge familiari, nascoste, animate, paradisiache, nudiste...  

A Motril si trovano molti luoghi di gran interesse artistico e storico. È di grande rilievo la costruzione più antica di questa località: la Chiesa maggiore dell'Incarnazione che venne fatta costruitre nel 1502 dal cardinale Mendoza. Vicino alla chiesa si trova il Municipio che occupa un edificio costruito nel 1631. Passando per la strada della Puerta de Granada, antico accesso alla muraglia e attraversando le Ramblas del Manjón, si arriva all'antico quartiere moresco. Le strade di questa città sono impregnate di storia come dimostrano i palazzi del XVII secolo e gli edifici della più pura tradizione architettonica moresca. Altri luoghi d’interesse artistico sono il Castello di Carchuna, la Casa de Palma, che ospita il Museo Preindustriale della Canna di Zucchero, l'Eremo di Sant’Antonio, la Chiesa di Nostra Signora della Testa patrona di Motril e il Teatro Calderón.

Nel comune è presente anche un campo di golf ‘Los Moriscos’, di 18 buche, che si trova a Playa Granada e un porto sportivo. Il porto commerciale di Motril è in piena espansione e da qui partono crocere turistiche per viaggi ed escursioni nella provincia di Granada.
Storia
Resti archeologici e monete trovate nella città dimostrano che la zona venne abitata dall'Età di Bronzo e successivamente occupata dai cartagginesi e dai romani. Durante il medioevo, Motril era un cascinale che apparteneva all'emiro granadino e dipendeva da Salobreña. Secondo alcuni autori veniva chiamata Moctril e secondo altri Metrel.   

Come nelle altre località della costa, Motril dovette arrendersi ai cristiani nel 1489 e soffrì lo spopolamento quasi totale della zona. Nell'anno 1510 Giovanna la Pazza tolse le imposte ai motrileños e diede le terre di Motril a 500 cristiani vecchi. Da questo momento in poi la sua importanza crebbe, fino a superare l'antico predominio delle vicine Almuñécar e Salobreña. Questa prosperità dipese dal fatto che i cristiani che popolarono le sue terre, per timore alle invasioni dei pirati, abbandonarono il litorale e si trasferirono nell’entroterra montagnoso dove crearono un sistema di coltivazione dei cereali. Con la scomparsa della pirateria iniziarono a colonizzare la pianura del litorale, la più estesa di tutta la costa granatina. E fu così come continuò la rapida crescita della località che arrivò a superare i 12.000 abitanti verso la metà del XIX secolo, trasformandosi nella capitale commerciale e economica della zona e raggiungendo il suo massimo splendore con la produzione della canna da zucchero e con la sua elaborazione. Oggi è una città moderna con circa 50.000 abitanti che vive in costante sviluppo grazie al suo porto commerciale e alla coltivazione di frutti tropicali, con un'importante attività agricola, industriale e turistica e un interessante patrimonio artistico.

Gastronomia
Le acque del fiume Guadalfeo e le soavi temperature tropicali durante tutto l'anno, hanno fatto in modo che la Hoya de Motril si trasformasse in un autentico orto, riuscendo così a sviluppare un'economia basata sull'agricoltura. Anche se durante molti secoli la canna di zucchero ha monopolizzato le terre di Motril, attualmente sulla pianura motrileña si estendono le coltivazioni proprie delle serre, (patate, fagioli, peperoni, pomodori), di terreno arido (cereali, e mandorli) e specialmente di frutti tropicali, come la anona, l'avocado e il mango. Proprio per questo sulla tavola motrileña si possono degustare squisiti piatti preparati con deliziosi ortaggi.
Inoltre, Motril è il principale porto peschereccio di Granada e rifornisce di eccellenti pesci freschi tutte le cucine della provincia. I gamberetti, i gamberi bianchi e gli scampi della sua costa sono squisite cotti con un leggero colpo di piasta. Le orate, i branzini, i parghi, i saraghi ed altri pesci di roccia sono ottimi cucinati al sale o al forno. Due delle sue specialità, che si trovano in quasi tutti i bar e ristoranti di Motril sono il polipo secco e la moraga di sardine.
La torta reale è il dolce più rappresentativo della sua gastronomia e può essere accompagnato da un sorso di rum di canna che elabora artigianalmente la cantina di Francisco Montero, di una qualità sorprendente date le latitudini tanto lontane dei Caraibi.


TORRE DEL MAR
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Torre del Mar é una piccola frazione del municipio di Velez-Malaga, ubicata nella Costa del Sole orientale, vicino a Rincón de la Victoria.
La sua estensione é di circa quattro km e la sua popolazione si aggira intonro alle 20mila persone.
Torre del Mar é uno di quei pochi tesori turistici che ancora resistono all'assalto del turismo di massa nella Costa del Sole.
É un luogo incredibile, con spiagge di sabbia scura, con un ambiente ancora genuino e non cntaminato dalla massificazione di localitá come Benalmadena o Marbella.

Torre el Mar conta con un'offerta turistica molto varia in qualsiasi ambito, dalle spiagge ai ristoranti dove potrete degustare piatti di pesce fresco; ci sono poi teatri, cinema ed una grande offerta di attivitá e sport da praticare: Torre del Mar é una destinazione turistica differente.
Appartiente inoltre a una comarca, la Axarquia, che si compone di 32 municipi tutti da visitare e scoprire...
Torre del Mar é ottimamente comunicata con Malaga e la rete di trasporti urbana e non é davvero molto funzionale.

MALAGA
Sosta nel parcheggio libero della Farola (faro) in zona porto , godendo della splendida vista della città illuminata.
Da visitare: la fortezza araba dell’Alcazaba; il castello del Gibralfaro da dove si scorge un bel panorama della città; l’imponente cattedrale , bell’esempio del rinascimento spagnolo; Plaza de Toro , il porto, i bei parchi tropicali, la casa di Picasso.
Malaga è una città molto viva, con monumenti suggestivi, una storia antica e una vita notturna attiva tutto l’anno. In tempi recenti la città è salita alla ribalta per le feste spettacolari che per giorni animano le vie della città (in particolare la Feria di agosto e le celebrazioni per la Settimana Santa).
Situata sulla Costa del Sol. Malaga è il capoluogo dell'Andalusia. Fu fondata dai fenici con la funzione di porto ai piedi dei Montes de Málaga, ruolo che mantenne grazie alla sua felice posizione anche con i greci, i cartaginesi e i romani. Nel 711 cadde sotto la dominazione araba e dopo il crollo del califfato di Córdoba nel 1236 divenne capitale di un regno moresco indipendente conquistato da Ferdinando il Cattolico nel 1487.
La città è attraversata dal Guadalmedina, che la divide in due parti: ad est la parte più antica con il porto e ad ovest la  parte più piccola e moderna.  
Il Paseo de la Alameda, un grande ed ombreggiato viale unisce la città nuova al centro antico e al porto. Sul suo proseguimento si apre il Parque, una bellissima e vasta area verde, con palme,  specie tropicali, fontane e chioschi.
Sulla collina che domina la città antica sorgono la fortezza dell'Alcazaba (costruzione araba del sec. XI) e il castello di Gibralfaro (di origine fenicia).
La fortezza dell’Alcazaba residenza dei sovrani arabi e ultimo baluardo della resistenza moresca ha al suo interno  il museo archeologico con reperti greci, romani, paleocristiani e visigoti, e oggetti d’arte araba. Lì vicino si trova il castello moresco del XIV secolo, il Castillo de Gibralfaro, da cui si gode di una spettacolare vista sulla città e sulla baia sottostante.
Il più importante monumento di Malaga è comunque la Catedral, in calcare bianco, progettata in stile gotico da E. Egas e realizzata da più architetti, in epoche diverse presenta una sorprendente sovrapposizione di elementi, neogotici, tardo-gotici, neoclassici e barocchi. Iniziata nel 1528 la cattedrale è rimasta incompiuta. Le manca difatti la torre di destra e per questo è chiamata anche “la Manquita”. Al suo interno sono da ammirare il coro con gli stalli in legno delle Indie, le statue di santi e le ricche decorazioni delle cappelle.  
Di notevole interesse è la la Plaza de Toros de La Malagueta, costruita vicino al mare nel 1874. Conosciuta in quanto ricorrente nei primi disegni ed olii del più celebre artista spagnolo, Pablo Picasso.
A proposito di Picasso, nella sua casa natale (la casa si trova in plaza della Merced e dal 1983 è Monumento Storico-Artistico di Interesse Nazionale) è stata istituita la Fondazione Picasso che ha fatto di Malaga anche un importante centro culturale (esposizioni, conferenze, pubblicazioni e progetti di formazione, borse di studio e mostre di artisti contemporanei).
Da visitare il Museo Picasso Malaga, vicino alla casa natale di Picasso, che  ospita più di 200 opere ed ha sede nello storica Palazzo di Buenavista, monumento nazionale ed edificio di rara bellezza artistica, per l'architettura tipicamente andalusa del XVI secolo e i richiami moreschi. Il palazzo è solo una parte del complesso museale di 8300 metri quadri dotato di videoteca, auditorio, sala lettura, caffetteria, giardino.
E alla sera? Nella zona del porto la vita notturna è intensa. In particolare sul lungomare (zona del Palo) moltissimi sono i ristoranti, i locali, le terrazze. Sulla spiaggia del Pedragalejo potrete trovare i pub più in vista della città e i ristoranti che propongono la tradizionale cucina dell'Andalusia. Nella zona della Malagueta, la parte più moderna della città, si trovano i locali più frequentati dai giovani.
Una citazione infine alla produzione di uva passa con la quale si producono vini ottimi, conosciuti in tutto il mondo. Provate il “malaga” un buon passito aromatico.
Ottimo il Brandy spagnolo che trovate di molte marche e sempre di buona qualità.
 Da provare:
Le tapas : un rito, assaggini di vario genere nei bar; evitatele se avete molta fame, ci lascereste la gola ed il borsellino.
Le empanadas  che trovate nelle panetterie, sono calzoni ripieni di tonno, acciughe, carne..a scelta.
La jarra de cerveza al ristorante se volete spendere poco, si tratta di una caraffa di birra che è più economica delle bottiglie;
Per i vini, esagerati il Siglo rosso o il Barbadillo bianco;
 Feria di MALAGA
Risale alla fine dell’800, dura circa 10 giorni ed ha luogo nella parte centrale del mese di agosto per commemorare la riconquista di Malaga da parte dei re cattolici.
Durante il giorno ha luogo nel centro storico della città e si sposta nella notte presso il Real (Cortijo de Torres) in periferia. Le macchine si fermano e la città diviene un’unica gigantesca piazza. La festa è mastodontica, quest'anno, in 10 giorni, hanno partecipato complessivamente 6 milioni di persone (Málaga ha circa 900mila abitanti)!
Ad inaugurarla un “pregón”, una sorta di proclama enunciato dal balcone del municipio da un personaggio importante (Antonio Banderas, Fernando Hierro del Real Madrid, difensore della nazionale spagnola per citare tra gli ultimi).
Durante la feria il centro cittadino è invaso da un'autentica fiumana di persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, che bevono e cantano e ballano, sfilano gruppi folkloristici, bande musicali,  carrozze antiche trainate dai magnifici cavalli andalusi addobbati a festa e donne e bambine indossano i classici abiti della tradizione da gitanas (gonne lunghe a balze con pizzi e corpetto fasciante ) e ballano verdiales, flamenco e sevigliane.
La parte dedicata ai giovani del Real è la calle de la Juventud, dove varie “casetas” sono dedicate unicamente ai giovani e alla musica andalusa. Altre casetas rappresentano anche altri generi come pop o elettronica, rock/heavy, alternativa o con dj in diretta.
Ovunque si può bere  il vino dolce di Malaga, mangiare formaggio, prosciutto crudo, olive condite, insalata russa.
TORRE MOLINOS
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Torremolinos é una localitá della Costa del Sole che si trova a poco piú di 15 km da Malaga capitale, cittá con cui confina ad est, mentre ad ovest troviamo Benalmadena, a nord Ahaurin de la Torre ed a sud, chiaramente, il Mar Mediterraneo.
Questa localitá della Costa del Sole conta con circa 60,000 abitanti ed é uno dei simboli del turismo dell'Andalusia e della Spagna dagli anni 60, quando Torremolinos era un punto di riferimento del turismo mondiale: la situazione non é peggiorata negli anni, anzi, si é estesa a tutta la Costa del Sole, in luoghi come Fuengirola, Marbella, Estepona o Benalmadena.

Torremolinos, dopo piú di mezzo secolo come punto di riferimento turistico, é al giorno d'oggi un municipio dove si respira una atmosfera cosmopolita, dove é facile incontrare persone che vengono dalla Gran Bretagna, dalla Francia, dal nord d' Africa o dall' Asia. Questa mescolanza ha fatto sí che Torremolinos sia anche un punto di confluenza di varie culture e tradizioni, oltre ad essere il luogo guisto per chi vuole godere di sole, spiaggia, acuqe tranquille ed una climatologia mite.

Torremolinos, non poteva essere altrimenti, offre una grandissima gamma di Hotel, appartaemnti, ostelli dove trovare alloggio: la cittá é davero all'altezza della sua fama e le infrastrutture turistiche sono di primo livello, pronte a ricevere un diluvio di visitanti ogni anno.

Torremolinos é un luogo con moltissime cose da fare o vedere,tanto in cittá come nelle piccole localitá limitrofe o vicine, come ad esempio Marbella, Malaga o Ronda. É anche una cittá dove poter giocare a golf, vi ricordiamo che la Costa del Sole e conosciuta anche come Costa del Golf:le benevoli temperature fanno sí che un sempre crescente numero di turisti vi venga per praticare questo sport. Altre attrazioni di Torremolinos sono senza dubbio i suoi parchi acquatici e tematici, ma anche il Casinó. Torremolinos é la cittá del divertimento, dello sport e dell'intrattenimento; insomma, la cittá perfetta per fare vacanza.

Bisogna far notare che Torremolinos é facilmente raggiungibile con goni mezzo di trasporto abbiate a dispozione: autostrade e strade ben indicate, la stazine del treno e soprattutto, l' aeroporto di Malaga si trova ad appena cinque minuti dalla cittá.
Tutto ció fará sí che le vostre vacanze a Torremolinos siano piacevolissime: spiagge eccellenti, ristoranti dove cenare pesce fresco e spiedini di sardine, locali dove fare vita notturna, monumenti storici...


FUENGIROLA
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Fuengirola è situata su una stretta striscia costiera di 8 chilometri, in cui si susseguono alcune delle più belle spiagge della Costa del Sol: Los Boliches, Fuengirola, La Campana, Torreblanca, Las Gaviotas...curate distese di sabbia costeggiate da un esteso e affollato lungomare su cui convergono complessi residenziali, hotel, ristoranti e altri servizi atti a rendere piacevoli le vacanze di sole e mare.
Fuengirola offre agli amanti dello sport un vasto catalogo di attività. Chi preferisce il golf potrà scegliere sia nel comune che nei dintorni tra una ventina di splendidi campi a 18 buche in cui è possibile praticare questo sport tutto l’anno.
L’ippodromo e altre scuole di equitazione nella vicina Mijas mettono a disposizione le loro infrastrutture di prima qualità per imparare o perfezionare l’arte di andare a cavallo. La zona offre anche vari club in cui è possibile giocare a tennis.
A Fuengirola, anche gli sport acquatici sono in primo piano. Il litorale offre splendidi fondali in cui è un vero piacere praticare il diving, disciplina impartita in tutte le scuole di immersioni della località.
Il porto turistico, situato vicino a quello peschereccio, mette a disposizione strutture moderne per chi naviga o desidera praticare altri sport nautici, come la vela o il diving.
Infine, gli sport all’aperto trovano un ambiente privilegiato all’interno della provincia, che offre numerosi itinerari per gli amanti del sentierismo o per realizzare passeggiate a cavallo o in bicicletta.
Ma le possibilità di divertimento per tutti i gusti non finiscono qui. Si può optare per una visita allo zoo, trascorrere una giornata indimenticabile nel parco acquatico o andare alla scoperta del Parco Fluviale Sohail, una grande e moderna zona di relax e divertimento attraversata da una canale navigabile di 800 metri. In alternativa, è possibile scegliere uno degli appuntamenti culturali in programma presso la Casa della Cultura o nel moderno Palazzo della Pace.
Il centro urbano
Il centro di Fuengirola custodisce angoli incantevoli e ricchi di suggestione. Il tracciato urbano ruota attorno alla piazza della Constitución (XIX sec.), in cui sorge la chiesa di Nuestra Señora del Rosario.
Su una vicina collina, nei pressi della foce del fiume Fuengirola, si staglia il Castello di Sohail, fatto costruire da Abderramán III nel X secolo e che conserva ancora resti delle antiche mura. Vicino a questa piazzaforte sono state trovate tracce dell’antico insediamento fenicio-punico da cui ebbe origine la località (VI-III sec. a. C.). L’importanza storica di Fuengirola è testimoniata dalla città romana di Suel, situata sulla pendice della collina su cui sorge il castello.
Altri resti romani sono visibili nei siti archeologici della Finca del Secretario e di Torreblanca, dove si trovano anche delle terme romane e una necropoli visigota.
Fuengirola è caratterizzata inoltre da quartieri tipici, come quello di Santa Fe de los Boliches, dalle profonde radici marinare, o Pueblo López, con belle strade decorate da interessanti esempi dell’architettura popolare andalusa.
Gastronomia, feste e dintorni
Come in altre località della Costa del Sol, il protagonista della gastronomia di Fuengirola è il pesce, cotto alla griglia o al sale, senza dimenticare l’emblematica frittura e l’espeto de sardinas (sardine arrosto). Sono tipici anche l’ajoblanco con uvas (crema fredda con mandorle, olio, aglio e uva) e il gazpacho (a base di pomodori, peperoni, pane, olio e aglio). Tutta la provincia è nota per gli ottimi vini con Denominazione di Origine Malaga, tra cui spiccano in particolare quelli dolci.
Tra gli appuntamenti più attesi dell’anno vi sono le feste in onore di Nuestra Señora del Rosario, patrona di Fuengirola, che si svolgono dal 6 al 12 ottobre, principalmente all’interno dell’area fieristica. A luglio si festeggia la Virgen del Carmen, nel quartiere di Los Boliches, e si tiene inoltre il Festival del Castillo, dichiarato d’Interesse Turistico. Fuengirola è un buon punto di partenza per visitare altre località della Costa del Sol. A pochi chilometri verso l’interno si trovano paesi di montagna come Mijas, con le sue tipiche case andaluse, e Alhaurín el Grande, celebre per la chiesa dell’Encarnación e il palazzo di Montellano. Sulla costa si trovano Marbella, Torremolinos e Benalmádena, centri di grande tradizione turistica caratterizzati da infrastrutture di prima qualità.
Chi preferisce una vacanza a contatto con la natura può optare per il Parco Naturale Sierra de las Nieves uno degli spazi meglio conservati di tutta la provincia.


MARBELLA
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Marbella è un importante centro ludico e sociale sulla Costa del Sole. Il suo porto, Puerto Banus, è uno dei porti sportivi più importanti del Mediterraneo. Qui vi attraccano gli yatch più lussuosi del mondo.

Il clima di Marbella e del resto della costa è soave e gradevole quasi tutto l'anno, con una temperatura media che oscilla intorno ai 18ºC, scarsi giorni di pioggia e un sole brillante la maggior parte del tempo.

Questa città si è distinta sempre per essere in estate il luogo preferito dal Jet-Set di tutto il mondo: principi, re così come attori famosi e cantanti milionari.

Bella città con grandi spazi verdi e strade ben curate e con un centro storico fatto di tante piccole stradine, tipico dei paesi sul Mediterraneo.

I visitatori possono godere delle lunghe spiagge ricche di chiringuitos, dove assaggiare il tipico "pescaito frito" (pesce fritto) o i gustosi spiedini di sardine.

A Marbella e sul resto della Costa del Sole si trovano molti hotel di lusso e spa, magnifici campi da golf, numerosi ristoranti di ogni genere e si possono praticare molti sport, quali l'equitazione, il tennis, la nautica etc...

La notte a Marbella non è mai noiosa grazie alla grande varietà di concerti, discoteche, casinò e locali alla moda che ti faranno rimanere sveglio tutta la notte!

ESTEPONA
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Estepona si trova nel settore occidentale della costa di Malaga, a pochi chilometri dal confine provinciale di Cadice. La felice posizione geografica non sfuggì ai fenici che, ben duemila anni fa, fondarono Astapa, la quale presto divenne un importante scalo commerciale del Mediterraneo.
Nel corso degli anni, fino ai giorni nostri, Estepona ha giocato un ruolo di primo piano, grazie alle moderne strutture turistiche sorte a ridosso delle sue magnifiche spiagge. La spiaggia di La Rada è una delle più note. Situata nelle immediate vicinanze del centro cittadino, il bell’arenile è costeggiato da un incantevole lungomare costellato di palme; la spiaggia è attrezzata con tutti i comfort e permette di godere del sole e del mare in qualsiasi stagione dell’anno. Altre spiagge di superba bellezza sono quelle di La Galera, Bahía Dorada, El Saladillo o la nota spiaggia naturista di Costa Natura, ad Arroyo Vaquero.
La località ha un importante porto turistico, dotato di tutte le attrezzature necessarie per praticare ogni tipo di sport nautico come la vela, le immersioni subacquee e la pesca sportiva.
Situata a pochi chilometri da Sotogrande, Estepona è anche un paradiso del golf. Sia i golfisti principianti che quelli più esperti potranno frequentare questi green, equipaggiati con attrezzature all’avanguardia e considerati tra i migliori d’Europa.
Gli amanti dell’ippica, troveranno a Estepona uno dei centri equestri più grandi della zona: la Scuola di Arte Equestre Costa del Sol. Qui è possibile imparare (o perfezionare) qualsiasi tipo di disciplina equestre ed è anche possibile partecipare a svariate attività legate al mondo del cavallo.
Storia e arte
La visita a Estepona ci riserva la gradita sorpresa del suo borgo che, si sviluppa a ridosso della spiaggia e ha saputo preservare il suo carattere andaluso. Lungo i suoi suggestivi vicoli si affacciano importanti monumenti come la chiesa di Nuestra Señora de los Remedios, costruita nel XVIII secolo, la torre dell’antica parrocchia e l’eremo del Calvario ( XVIII secolo).
Teatro di epiche battaglie navali e terrestri combattute durante il Medioevo, Estepona custodisce grandiosi esempi di architettura difensiva. Oltre al castello di San Luis ( XV secolo), lungo il litorale si succedono innumerevoli torri di avvistamento che furono erette tra il XV e il XVI secolo, come quelle di Arroyo Vaquero, Sal Vieja, Padrón, Velerín e Saladillo.
Del glorioso passato romano si conservano abbondanti vestigia, tra cui ricordiamo alcune antiche terme e altri resti archeologici rinvenuti nei pressi della Torre del fiume Guadalmansa.
Gastronomia, feste e dintorni
Il pesce al sale, la fritura malagueña (squisita frittura locale di pesci piccoli), l’insalata di polpo, le sardinas en espeto, (buonissimi spiedini di sardine) e le dolci tegole sono solo alcune delle raffinate specialità da gustare sulle tavole di Estepona. Da non perdere anche le famose zuppe tra qui il gazpachuelo (con pane, maionese e patate), l’ajoblanco (con mandorle, olio e uva) o la sopa campera (a base di patate). Per quanto riguarda i vini, godono di grande prestigio in tutta la provincia i vini dolci, designati con la Denominazione di Origine Malaga.
Tra le feste a carattere religioso di Estepona occupano un posto di massimo rilievo quelle della Settimana Santa, celebri per le processioni e il passo dei portatori. Ai primi di luglio si svolgono la Fiera e le Feste Principali di questa località. Una settimana dopo cade la Festività della Virgen del Carmen; gli abitanti si danno appuntamento lungo la costa, dove ha luogo una processione a mare molto suggestiva.
Utilizzando Estepona come base logistica è possibile raggiungere altre località della provincia. A pochi chilometri puntando verso l’interno, si sale su una vetta su cui si stende Manilva, suggestivo paesino che si affaccia su una magnifica spiaggia lunga ben sette chilometri; nelle immediate vicinanze si trova Casares, Complesso Storico -Artistico celebre per la chiesa dell’Encarnación e la torre de sale. Da Estepona, proseguendo lungo la costa si raggiunge Marbella, uno dei centri turistici più importanti della Costa del Sol, e, subito dopo, Fuengirola, città dal profondo carattere andaluso con magnifiche spiagge.
Stupende distese di verde si possono ammirare nell’Oasi Naturale Los Reales della Sierra Bermeja, nella zona sud-ovest della provincia.


GIBILTERRA LA LINEA
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La colonia britannica di Gibilterra, che si protende lungo l’estremità della costa meridionale della Spagna, è un’affascinante anomalia storica e culturale, ma anche sociale, vista l’atmosfera anni ’60 che vi si respira ancor’oggi. Questo minuscolo lembo di terra, lungo soltanto 5 chilometri e largo non più di 1,6, è un crogiuolo di culture profondamente differenti tra loro, con britannici, ebrei, genovesi, nordafricani, portoghesi, spagnoli, indiani e maltesi che negli ultimi tre secoli hanno reso Gibilterra un luogo unico al mondo. La sua posizione strategica ha poi fatto si che la minuscola cittadina abbia da sempre rappresentato un obiettivo per ogni condottiero, da Giulio Cesare a Francisco Franco, e per lo stesso motivo continua ad essere materia del contendere tra i governi spagnolo e inglese. Tuttavia, da qualche decennio a questa parte, è subentrata su entrambi i lati del confine una certa distensione, culminata con le celebrazioni dell’agosto 2004 in occasione dei 300 anni di occupazione britannica.

Abitata già dai primi uomini di Neanderthal, e segnata profondamente dal passaggio dei fenici e degli antichi greci, Gibilterra entrò stabilmente nei libri di storia a partire dal 711 d.C., anno in cui Tariq ibn Ziyad, governatore musulmano di Tangeri, ne fece la prima testa di ponte per l’invasione araba della Penisola Iberica, sbarcandovi con un esercito di circa 10.000 soldati. Nel 1159 la dinastia musulmana degli almohadi vi fondò una città che rimase sotto il controllo arabo fino al 1462, quando fu conquistata dai castigliani. Nel 1704 una flotta anglo-olandese si impossessò di Gibilterra nel corso della guerra di successione spagnola, così che il governo di Madrid dovette cedere la Rocca alla Gran Bretagna, in virtù anche del Trattato di Utrecht del 1713, tentando comunque per almeno una settantina d’anni di riprenderne il controllo con le armi.

Per raggiungere Gibilterra via terra si dovrà attraversare la frontiera spagnola nella cittadina di La Linea de la Concepcion. Immediatamente a sud del confine, la strada attraversa la pista dell’aeroporto di Gibilterra, che si estende da est ad ovest in corrispondenza della strozzatura della penisola. La città ed il porto di Gibilterra si trovano lungo il lato occidentale della Rocca, ai piedi del versante meno scosceso, di fronte alla bella Bahia de Algeciras.

Il principale motivo di interesse turistico di Gibilterra è ovviamente la Rocca, un enorme promontorio di pietra calcarea che si staglia fino a 426 metri di altezza e che presenta versanti piuttosto scoscesi. Quasi tutta la parte superiore dell’altura, partendo da poco sopra la città, è una riserva naturale che offre splendide vedute. Accedendo all’Upper Rock Nature Reserve si avrà la possibilità di visitare la St Michael’s Cave, l’Apes’ Den, i Great Siege Tunnels, il Military Heritage Center, la Tower of Homage e la mostra “Gibraltar: A City Under Siege”. Gli abitanti più famosi della Rocca sono le scimmie di Barberia, gli unici primati che vivono allo stato brado in tutta Europa. La leggenda dice che quando le scimmie spariranno da Gibilterra, lo stesso accadrà per gli inglesi che infatti, in seguito alla drastica riduzione degli esemplari nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ne fecero arrivare altri dall’Africa. La maggior parte della colonia di primati vive presso la zona dell’Apes’ Den, raggiungibile con la funicolare, che offre panorami mozzafiato. Un’altra attrattiva situata nei pressi della stazione superiore della funivia lungo St Michael’s Rd è l’O’Hara’s Battery, la postazione di grandi cannoni in cima alla Rocca. Se siete in cerca di un po’ di riposo, non resta che prendere l’autobus 4 da Line Wall Rd fino a Catalan Bay, un minuscolo villaggio di pescatori situato sul lato orientale della Rocca.

Spostandosi dalla Rocca verso la città si comincerà subito a respirare l’atmosfera elettrizzante che permea l’abitato, una sorta di incrocio tra elementi tipicamente mediterranei ed altri dal sapore prettamente britannico. La larga diffusione della lingua spagnola e la presenza piuttosto frequente di marocchini con indosso abiti tradizionali ricordano che questo piccolo fazzoletto di terra inglese è ancora Europa mediterranea e che Gibilterra è stata una roccaforte musulmana per oltre 700 anni ed un avamposto spagnolo per altri 240. Per familiarizzare con le molte culture che convivono in città conviene recarsi al Gibraltar Museum, al cui interno è conservata una ricca esposizione dedicata alla storia, all’architettura ed alla vita militare di Gibilterra. Una visita in grado di commuovere è quella al Trafalgar Cemetery, situato poche centinaia di metri a sud di Southport Gate, dove si trovano le tombe dei marinai inglesi morti durante la celebre battaglia di Trafalgar. Poco più a sud si trova il Parson’s Lodge, una postazione di cannoni situata in cima ad una scogliera alta una quarantina di metri. Oltre alle destinazioni storiche, tra le mete più significative della città annoveriamo anche gli Alameda Botanical Gardens, dei magnifici giardini citati da James Joyce in alcuni passi dell’Ulisse.

Infine, non resta che passare in rassegna la parte meridionale di Gibilterra, conosciuta come Europa Point. In questa zona si trova il santuario cristiano di Shrine of Our Lady of Europe, la cui statua della Vergine col Bambino, risalente al XV secolo, rimase miracolosamente incolume nel corso del terribile assedio portato dai pirati agli ordini del Barbarossa. A breve distanza, a testimonianza dell’eterogeneità razziale di Gibilterra, si erge la Moschea Ibrahim-Al-Ibrahim, inaugurata nel 1997.

Come immaginabile, Gibilterra gode di condizioni climatiche prettamente mediterranee, con estati molto calde, talvolta torride, ed inverni generalmente miti. La piovosità è piuttosto scarsa sia in estate, quando veder piovere è molto raro, che in inverno, durante il quale fanno occasionalmente capolino le per perturbazioni provenienti da nord-ovest. L’unico neo è rappresentato dai venti, che spirano praticamente per tutto l’anno ruotando da ponente a levante, e viceversa.

Il confine è aperto tutti i giorni 24 ore su 24, così che non è particolarmente difficile entrare ed uscire a/da Gibilterra. Gli autobus provenienti dalla Spagna non varcano il confine, ma lasciano i passeggeri all’autostazione di La Linea de la Concepcion, da dove camminare per qualche centinaio di metri fino all’inizio del territorio inglese, da dove partono altri autobus per il centro-città. Le strade interne sono spesso congestionate di veicoli perciò il consiglio è quello di muoversi in auto il meno possibile.

ALGERIAS
Algeciras (pron. [ˌalxe'θiras]) è una città spagnola di circa 120.000 abitanti nella provincia di Cadice, nella comunità autonoma dell'Andalusia. La città è posta all'estremo meridionale della penisola iberica, sullo stretto di Gibilterra, in una piccola baia sopra una terrazza di arenaria rossa depositata in epoca quaternaria dal Río de la Miel.
Il suo nome deriva dall'arabo Al-Jazīra al-Khadrā (الجزيرة الخضراء), "l'isola verde", imposto nel 711 dai primi conquistatori arabi sbarcati sulla penisola.
La principale risorsa economica del suo territorio è il porto situato nell'omonima baia. Il porto di Algeciras è infatti il principale porto spagnolo per volumi di traffico merci e passeggeri. Nel corso del 2008 ha movimentato 42,7 milioni di tonnellate di merci containerizzate, a cui corrisponde un dato di 3,324,310 TEUs, e più di 5 milioni di passeggeri[1], mostrando un trend in leggera crescita nonostante la crisi economica globale del 2009.
Luoghi interessanti sono: la Villa Vieja con resti delle mura e della grande moschea araba. I resti romani sulla spiaggia del Riconcillo, i resti delle mura andaluse costruite nel IX secolo durante il regno di Muhammad I emiro di Cordoba e rafforzate quando sbarcarono gli Almoravidi nell'859 e costruirono un barbacane e una seconda cerchia del fosso. Più tardi anche gli Almohadi sbarcarono e costruirono una torre nel XII secolo. Oggi i resti di queste edificazioni si trovano nel "Parque Arqueologico de las Murallas Meriníes".
La "Capilla de Nuestra Señora de Europa" fu qui trasferita da Gibilterra nel 1704 onde evitare profanazioni da parte degli inglesi che occuparono Gibilterra, il terremoto del 1755 che devastò Lisbona e parte del Portogallo colpendo anche la vicina Spagna meridionale, le causò dei danni e fu ricostruita in stile barocco, la chiesa di Nuestra Señora de la Palma è di forme barocche, del 1723-36 fronteggia la bella piazza quadrata con una fontana in ceramica e panchine con azulejos che illustrano le imprese di don Chisciotte. Altri monumenti sono la "Capilla de Santo Cristo de Alameda" barocca, l'"Acueducto de los Arcos" che porta l'acqua della Sierra del Cobre, costruito dal 1777 al 1783, la casa Consistorial del 1897 ristrutturata nel 1930 con azulejos che rappresentano scene della Conferenza internazionale sul Marocco, che qui si tenne nel 1906 e paesaggi della zona.
La città è ricca di giardini e parchi. La sua posizione risulta ottimale per il transito di merce e di passeggeri, tanto che il suo porto è al primo posto in Spagna ed al secondo in Europa per traffico marittimo.
Un terzo del territorio comunale è occupato dal Parque Natural Los Alcornocales caratterizzato da intensa boscosità e scarsa presenza di abitazioni.
I resti archeologici rinvenuti vi localizzano la città romana di Iulia Traducta, fondata tra il 33 ed il 27 a.C. per trasferirvi in maniera coatta una parte degli abitanti della città nordafricana di Zilil (l'odierna Asīlah) a causa di un'insurrezione.
Dal II secolo la zona, di grande valore strategico come ponte verso l'Africa del Nord, inizia a subire invasioni da parte di Mauritani, Suebi, Franchi, Bizantini e Visigoti; questi ultimi, con fortune alterne, riescono a mantenere il potere fino al 711, anno in cui il capitano berbero Tāriq ibn Ziyād sbarca a Gibilterra (dall'arabo Jabal Tāriq, monte di Tāriq), iniziando la conquista della penisola.
Pare che Algeciras abbia dato i natali ad Almanzor ("colui che è reso vincitore da Dio"), il grande capo militare e politico del Califfato di Cordova, guida delle campagne militari arabe nella penisola ed in Nordafrica tra il 981 ed il 1002.
Gli Arabi fortificano la città, costruendo l'Alcázar, la moschea ed imponenti mura turrite che circondano l'abitato. La loro dominazione continua fino al 1342, quando un assedio durato venti mesi ad opera delle truppe di Alfonso XI di Castiglia costringe Algeciras a capitolare. Il re cattolico entra trionfalmente in città il 28 marzo 1344, Domenica delle Palme: a ricordo perenne di ciò, ordina di trasformare la moschea in chiesa cristiana, rinominandola Nuestra Señora de la Palma.
Nel 1369 i Mori, capitanati da Mohamad V di Granada, sapendola indifesa, la attaccano e la prendono, ma poi, stimando di non poterla tenere, nel 1379 la incendiano e la radono al suolo. Gli abitanti fuggono e si trasferiscono a Gibilterra. Il rango di cattedrale, dato con bolla pontificia alla chiesa di Nuestra Señora de la Palma, va a Cadice, che resterà sede vescovile fino ai giorni nostri.
Di Algeciras non si parla più fino al 4 agosto 1704, quando, come conseguenza della guerra di successione spagnola, la squadra navale anglo-olandese attacca Gibilterra, che viene occupata ed assoggettata al dominio anglosassone. I cittadini spagnoli, non volendo soggiacere agli inglesi, emigrano verso posti vicini: un gruppo si stabilisce nei pressi dell'eremo di San Roque (dove si formerà nel corso degli anni la città omonima), un altro a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, ed un ultimo presso le rovine di Algeciras nelle vicinanze di un eremo, l'attuale Capilla de Nuestra Señora de Europa in quella che è oggi la Plaza Alta sulla collina. Rinasce così il centro abitato, inizialmente dipendente da San Roque.
Nel 1723 è ricostruita la chiesa dedicata a Nuestra Señora de la Palma, e nel 1748 viene fondato l'Hospital de La Caridad, per la cura dei poveri e degli invalidi. Nel 1755 le viene riconosciuto lo statuto di città, e nasce l'Ayuntamiento. Nel 1777 si procede alla costruzione dell'Acueducto de los Arcos, che attraversa su arcate il Río de la Miel.
La città nel secolo successivo si consolida, ma l'occasione per fare un rapido balzo in avanti capita nel 1906, quando è scelta come sede della Conferenza internazionale sul Marocco che vede la presenza dei rappresentanti di molte nazioni europee e nord africane. I dignitari apprezzano molto l'ospitalità e la bellezza dei luoghi, pubblicizzando la città chiamata Ciudad de la bella Bahía. Da questo momento inizia un rapido sviluppo.

    
MINI HOLLIWOOD è una tappa da non perdere. E' un villaggio Western situato nell'unico deserto d'Europa, molto caratteristico, ma con un caldo infernale. Per arrivarci bisogna passare per Almeria, per Tabernas e poi seguire le indicazioni per il mini holywood.


TARIFA
Estrema punta meridionale spagnola, se c’è una bella giornata si possono vedere le coste marocchine, siamo a 35 minuti di traghetto da Tangeri .
 La passeggiata fra le strette vie poco frequentate da personaggi dai tratti nord africani più che europei non ci mette a nostro agio perciò la visita è rapida: entrati dall’antica porta pedonale della città, ci dirigiamo al castello di Gùzman el bueno: Buono lo stato di conservazione e bella la vista sull’oceano e sulla cittadina. 5 km in direzione Cadice fino  spiaggia libera di Paloma beach, regno dei surfisti. Lungo la strada ci sono alcuni campeggi.
Parcheggiao vicino al porto .
Piccolo parcheggio asfaltato senza divieti proprio su un promontorio direttamente sul mare
Area mediterranea ad Estepona,, in prossimità c’è'enorme piazza illuminata senza divieti , ma controllata dalla polizia.
campeggio RIO JARA "il più meridionale d'Europa". Campeggio al mare, senza piscina con discrete piazzole
gita a Tangeri  dal campeggio organizzano viaggi comprensivi di traghetto, pulman guida per la visita della città pranzo visita delle colline di Tangeri e rientro (costo 800pts gli adulti, 600 i bambini)

Tarifa è un comune spagnolo di 17.199 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia.
Le principali attività sono pesca e industria (cuoio, alcole, conserve ittiche). Anche il porto ha particolare importanza. Conosciuta come la città del vento (caratteristico della zona:il levante) e come la città del surf.
Fondata dai Greci, fu la prima colonia romana in Spagna (Iulia traducta ); conquistata dagli Arabi al comando del capo berbero Tarīf b. Malik, da cui prese il nome; riconquistata (1292) dal re di Castiglia Sancho IV e difesa (1340) contro gli Arabi dal re Alfonso XI di Castiglia.
La città si trova nella provincia di Cadice, a soli 14 km dal Marocco.
Il punto più a sud è chiamato Punta de Tarifa e si trova su un isolotto, l'Isola de las Palomas, che è collegato alla città da un tratto di strada che facilita l'accesso al faro.
Questo è il motivo per cui viene considerata il punto di congiunzione fra due continenti a due culture, precisamente l'europea e africana.
Il Capo, Isola o Punta di Tarifa, è bagnata dalle acque del Mare Mediterraneo e da quelle dell'oceano Atlantico che bagna la costa di questa città.
Il comune la cui estensione è di 419 km² è il più esteso della Comarca di Campo di Gibilterra. Confina a est con il territorio dei comuni di Algeciras, Los Barrios, a nord-est con Medina-Sidonia e a nord con Vejer de la Frontera e Barbate.
Tarifa vanta di un ricco patrimonio storico-culturale e monumentale. Prova di questo è il famoso Castillo de Tarifa o di Guzmán el Bueno, ed è uno dei più belli e conosciuti monumenti della città. Questo si innalza nella parte più a sud della città, in parallelo alla linea della costa.
Questa fortezza tarifeña è in realtà molto difficile da descrivere, alcuni definiscono la sua pianta come un trapezio regolare, altri sostengono invece che corrisponda ad un quadrilatero irregolare. Ne si può subito notare nello stile , senza opinioni contrastanti, l'influenza romana e bizantina. La fortezza non presenta però i suoi originari elementi costruttivi, a causa dei ripetuti restauri nel castello, infatti il suo aspetto attuale e la sua morfologia, è il risultato di un lungo processo, che a poco a poco vi furono aggregate al primitivo recinto nuove costruzioni architettoniche. Per il castello passarono truppe nord-africane, nasridi, castigliane, e addirittura britanniche, durante la Reconquista.
Imponenti e poste ai due estremi si evidenziavano le due torri. La prima,posta nel lato a nord, era una torre molto larga che,da quello che si è potuto evincere, vantava anche di una considerevole altura. La seconda, posta invece nel lato sud, è la torre dell'offerta o di Atalaya, che alla sua costruzione vantava il doppio dell'altezza rispetto allo stato attuale. Oggi giorno entrambe le torri non sono più alte del livello del cammino all'interno della fortezza, che vantava anche di un nucleo difensivo con due porte d'uscita e d'accesso, una verso la città e una verso l'esteriore. In ultimo dobbiamo alludere all'esistenza di alcuni elementi decorativi, come la lapide fondazionale della fortezza del secolo X, in cui l'originale arabo suona così in traduzione castigliana:
    En el nombre de Dios Misericordioso y Clemente.
    Alabado sea Dios, Señor del Universo. Bendiga
    Dios a Mahoma el que cierra la serie de los Profetas.
    Ordenó el siervo de Dios Abderramán
    Emir Almuninin, cuya vida Dios guarde,
    construir esta fortaleza. Acabose de construir
    en el mes de Safar del año trescientos cuarenta y nueve
    Habiendo mediado en la obra ¿el visir?
    Abderramán Ben...
    cliente suyo.


CADIZ
Si tratta probabilmente della più antica città fondata nell'occidente del Mar Mediterraneo, dai Fenici nel XI secolo a.C. anche se oggi si fa risalire ufficialmente la sua nascita alla fine dell'VIII secolo a.C.
Fondata con il nome originale di Gdr (Gadir, fortezza, con la stessa etimologia di Agadir in Marocco) su quello che in passato era un piccolo arcipelago ed ora una sola isola, per sfruttare le ricche vie di traffico con l'Oceano Atlantico nel commercio del rame e dello stagno. Nell'antica Grecia era conosciuta come Gadeira e ai tempi dell'impero romano come Gades da cui deriva il gentilizio attuale di gaditano.

Ai tempi delle guerre puniche fu alleata di Cartagine ma dovette riconoscere la supremazia romana nel 205 a.C. riuscendo a continuare nella sua intensa attività commerciale, rafforzando le comunicazioni con il resto del paese. Divenne municipio romano nel 45 a.C. grazie a Gaio Giulio Cesare. E sempre nel periodo romano furono anche costruiti un anfiteatro, un acquedotto e diversi templi.
Dopo la caduta dell'impero romano conobbe un periodo di successive invasioni da parte dei Vandali, dei bizantini, dei Visigoti ed infine degli Arabi sotto il cui dominio rimase fino al 1262, anno in cui venne riconquistata dal re Alfonso X di Castiglia.
Da quel momento riprese un periodo di floridità anche in concomitanza con la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo (da qui partì in occasione della seconda e della quarta spedizione verso le Indie). Nel 1497 Amerigo Vespucci lascia Cadice per il suo primo viaggio nel Nuovo Mondo. Il suo porto divenne il più importante nei traffici tra la Spagna e le colonie d'oltremare della Nuova Spagna.


SIVIGLIA

Da girare a piedi o in bici, sotto l'ombra dei lenzuoli appesi ai balconi o al sole caldo delll'estate, lungo il Guadalquivir o fra le tortuose viuzze del centro, fino all'11 ottobre la città andalusa si trasforma nella capitale del Flamenco
Calda e accogliente come poche città sanno essere, colorata e affascinante, da girare a piedi all'ombra dei lenzuoli sospesi tra un palazzo e l'altro o in bici, seguendo il corso del Guadalquivir o sotto il sole che illumina e rende più intense le splendide azulejos che decorano, rendendola unica, la Plaza de Espana, chiunque arrivi nella capitale andalusa non può non rimanerne conquistato dall'aria vivace e frizzante che qui si respira.
Antica capitale della Spagna, Siviglia è infatti una città che invita alla condivisione di spazi e luoghi e alla vita in strada, godendo dell'architettura, quella tipica Andalusa, che nasconde e al tempo stesso racconta anche l'influenza dell'arte moresca, ma anche della musica e della danza. Non a caso è proprio qui e non in qualsiasi altra città spagnola, che sono state ambientate alcune fra le più famose opere liriche come la Carmen, il Don Giovanni (Don Juan) e Il barbiere di Siviglia (per l'appunto).
E poi Siviglia è diventata ormai quasi sinonimo di Flamenco, del quale è comunemente ritenuta la capitale, e dove, ogni anno, la Biennale ad esso dedicata rappresenta il terzo appuntamento più importante del calendario. Prima ci sono solo la Semana Santa, cioè la festa religiosa per eccellenza che richiama per le strade oltre 500mila persone e che vede, tra l'altro, la sfilata delle Vergini con corone di argento e oro e con mantiglie ricamate, l'uscita dalla chiesa della Vergine della Macarena, il giovedì santo, e i grandi fuochi d'artificio della domenica che chiudono le celebrazioni, e la Feria de Abril, che ufficialmente inizia il lunedì, a mezzanotte, due settimane dopo la Semana Santa e che fa riecheggiare per le strade i passi e la musica della Sevillana.

Tutt'intorno c'è la città, distesa lungo le due rive del fiume, e quasi perfettamente divisa tra la parte vecchia, conservata com'era un tempo, a est, dove si trovano i quartieri storici di Santa Cruz e dell'Arenal, dove gustare tapas sorseggiando il tipico tinto verano, e poi brindare con sangria, e quella ovest, più moderna, sviluppatasi da principio con l'Esposizione Iberoamericana del 1929 e poi con la grande Expo Internazionale di 16 anni fa.

Suggestiva la grande Cattedrale di Siviglia, la maggiore della Spagna e la terza del mondo cristiano dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra, costruita per essere imponente e magnifica dove sorgeva la grande moschea del tempo del califfato di Cordoba e Granata, di cui si sono conservati solo la Giralda, cioè l'antico minareto, oggi torre campanari a della Cattedrale e monumento simbolo di Sivilgia, e il Patio de los Naranjos.
Interessante fare un giro nel particolare Parco Maria Luisa o per i giardini del XIV secolo del palazzo di Alcazar (che insieme alla Cattedrale, alla Giralda, e all'Archivio delle Indie è stato dichiarato patrimonio dell'umanità), perdersi fra le stradine tortuose del centro, attraversa il ponte della vivace Triana o navigare lungo ilGuadalquivir (l'unico fiume sul quale è possibile farlo in tutta la Spagna), approfittando dei battelli in partenza ogni mezz'ora da Muelle del Marqués del Contadero, presso la Torre del Oro, e ammirare dall'acqua il profino della Plaza del Toro e le torri della Plaza de España, i padiglioni antichi e moderni dell'Expo del '92 e di quella del '29, palazzi storici, conventi e monasteri, fra cui anche quello di Santa María de las Cuevas dal quale Cristoforo Colombo pianificò il viaggio che lo portò alla scoperta dell'America.