Spiagge, sì alla libertà di scelta
Andare in uno stabilimento deve essere una scelta, non un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere. Che ne pensi?

«Andare in uno stabilimento deve essere una scelta, non un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere». Sono parole di Paolo Landi, di Adiconsum che, in concomitanza con l'apertura della stagione balnerare sottolinea la necessità di ripristinare un equilibrio tra spiagge libere e spiagge in concessione. Un problema questo non da poco visto che sempre più chilometri della nostra costa sono stati privatizzati e, in alcuni casi, trasformati in club eclusivi. E non è un caso che lo stesso Assessore al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini, che recentemente ha introdotto nuove norme a proposito delle aree demanili laziali affacciate sul mare, abbia ribadito che il transito in spiaggia è libero.

Acesso gratuito alle spiagge solo per passeggiare sulla battigia, predisposizione di aree libere per lasciare il telo da mare, ampliamento dei chioschi sulle baie free e cabine che possono essere trasformate in camere d'albergo. Sono alcune delle norme introdotte dal nuovo regolamento del Lazio voluto da Mancini che, com'era prevedibile, sta sollevando non poche polemiche e incontrando diversi oppositori poiché, secondo i ben informati, contrasterebbe con quanto stabilisce una norma dello Stato con la Finanziaria del 2007, approvata con emendamento dell'allora deputato dei Verdi Angelo Bonelli, secondo cui il transito è gratuito anche ai fini della balenazione.

Negli articoli 3 e 4, comma 2, è spiegato che ai concessionari «è fatto obbligo di garantirre il libero e gratuito accesso e transito attraverso l'area in concessione al solo fine del raggiungimento della battigia per la libera fruizione degli specchi acquei antistanti». E non è tutto. L'altro aspetto innovativo riguarda l'incarico affidato ai gestori dello stabilimento balneare di tenere sgombra la battigia da eventuali forme di occupazione, anche solo momentaneee e occasionali. Molto contestato anche il comma g dell'art. 2 dove la Regione stabilisce che i punti di ristoro possono coprire fino al 10 per cento della superficie della spiaggia e gli stabilimenti possono diventare strutture ricettive. Insomma, alberghi in riva al mare.

Come fare ad orientarsi? E soprattutto quali sono i diritti e di dovere dei bagnanti che con l'arrivo della bella stagione prendono d'assalto le spiagge? A sciogliere qualche dubbio ci pensano Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) e Adiconsum che, anche quest'anno, hanno stilato un sintetico vademecum sui diritti dei bagnanti per un un uso consapevole di spiagge ed arenili. Di seguito i più importanti:

1) Le spiagge sono demaniali, di proprietà dello Stato. Vengono date in concessione a gestori, che possono chiedere un biglietto di ingresso, per poter usufruire di alcuni servizi quali le docce, i bagni, gli spogliatoi, il servizio di salvataggio e la pulizia dell'arenile.

2) L'affitto di sdraio, ombrelloni e cabine in genere è aggiunto al biglietto di ingresso, ma non è obbligatorio affittarle, perché una volta pagato l'ingresso ci si può sdraiare sul proprio asciugamano.

3) L'accesso alla spiaggia è libero e gratuito. È fatto obbligo agli stabilimenti di consentire il transito verso la battigia per raggiungere il mare, senza pagare il biglietto di ingresso, ma non si può sostare né sulla spiaggia in concessione né sulla battigia, spazio che deve essere costantemente libero da persone o cose. La battigia è un’area esclusa dalla concessione (per battigia si intende la striscia di sabbia di 5 metri a partire dall’infrangersi dell’onda).

4) Non è consentito l'accesso e la sosta agli animali, se non dove espressamente previsto.

5) Sulla battigia è vietato giocare a pallone, a racchette o altri giochi che possano arrecare disturbo ai bagnanti, a meno che non ci siano aree allestite allo scopo. In quest’area non possono essere collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni, sdraio né da parte degli stabilimenti balneari né da parte dei singoli, poiché deve essere garantito il passaggio

6) In caso di violazione dei diritti rivolgersi alla Polizia Municipale, ai Carabinieri, alla Capitaneria di porto e alle Associazioni Consumatori.